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Violenza di genere, una stanza dedicata alle donne e ai minori vittime di maltrattamenti

Inaugurata in Questura la "stanza tutta per sé", si tratta della 123esima struttura dedicata alle vittime vulnerabili, realizzata in collaborazione tra Polizia di Stato e Soroptimist

Una “sala tutta per sé” dedicata alle donne e ai minori vittime di violenza. Un luogo dove potranno essere ascoltati in sicurezza, accolti e accompagnati nel percorso di denuncia delle ingiustizie subite.

È stata inaugurata nella Questura di Perugia la 123ª sala audizioni protette di minori e vittime vulnerabili d’Italia, realizzata grazie alla collaborazione della Polizia di Stato con il Soroptimist Club di Perugia.

“Quella che inauguriamo oggi è il risultato della collaborazione tra Istituzioni, Soroptimist e scuola – ha detto il questore Giuseppe Bisogno – ‘Una stanza tutta per sé’ sarà utile, in primo luogo alle donne e ai minori vittime della violenza di genere, alla Procura, al Tribunale, alle forze di polizia per raccogliere gli elementi di prova nei casi di violenza di genere”.

La nuova struttura, al terzo piano della Questura perugina, è costituita da un ambiente con alta tecnologia per la registrazione degli incontri, molto curato nei particolari, per far sentire a proprio agio le persone, studiato per consentire l’audizione di minori anche molto piccoli. Ad abbellire gli ambienti hanno collaborato gli studenti del Liceo Artistico “Bernardino di Betto” di Perugia. La sala ospiterà il personale di polizia per la raccolta delle denunce e delle testimonianze, usufruendo della collaborazione di professionisti come psicologi e assistenti sociali, a stretto contatto con l’autorità giudiziaria.

Per Patrizia Salmoiraghi, presidente del Soroptimist Italia, la stanza è utilissima, perché “il momento della denuncia è il più doloroso e difficile per le vittime, che devono sentirsi protette, accolte e ascoltate”. Mentre Maria Luisa Passeri, del Soroptimist Perugia, ha voluto ringraziare “tutti coloro che si sono prodigati per fornire i mobili, le opere d’arte, i giochi e le risorse economiche per acquistare le attrezzatura tecnologiche. È un piccolo percorso per migliorare la società”.

Nel suo intervento prima dell’inaugurazione il Procuratore generale presso la Corte d’Appello, Fausto Cardella ha voluto sottolineare che “stanze così dovrebbero trovarsi in ogni Procura, ma se ce l’ha la Polizia è come se l’avessimo anche noi. È la dimostrazione di unità d’intenti per il bene comune che diventa affermazione di legalità”.

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