Italo, il "custode" di Piaggia San Fortunato che l'ha trasformata in un angolo di orto e giardino

Italo, autonominatosi “custode” della piaggia di San Fortunato, l’ha fatta diventare orto e giardino. E mostra, con orgoglio, l’irrigazione a pioggia da lui realizzata in modo artigianale, ma efficace

Italo, autonominatosi “custode” della piaggia di San Fortunato, l’ha fatta diventare orto e giardino. E mostra, con orgoglio, l’irrigazione a pioggia da lui realizzata in modo artigianale, ma efficace. Confida (col sigaro spento fra i denti): “Il sindaco è amico mio e mi ha fatto portare qui l’acqua, per non costringermi a usare un tubo volante dalla fonte Tezia”. E così dicendo apre un tombino metallico che cela tubi e raccordi.

Poi aziona la saracinesca e un doppio spruzzo zampilla per aria. Quella piaggia (a Perugia si definisce così ogni strada a forte inclinazione) ha ora: una vite, pomodorini, patate, essenze profumate, piantine e fiori. Insomma: un trionfo di verzura. Poi Italo ci chiede di scendere e mostra un cunicolo vicino all’Arco Etrusco: “Il sindaco – dice – me lo ha dato per tenere gli attrezzi”. “Tra poco – aggiunge – ci faccio un pavimentino. Senti che fresco tra queste pietre antiche!”.

In effetti, quel cunicolo è uno splendore e Italo – che è stato un bravo artigiano muratore e tuttofare – realizzerà quello che ha in mente. “A mie spese”, precisa. Poi ci porta in fondo alla piaggia dove, alla base di un leccio, ha piantato (“per il popolo”, lui dice) salvia e rosmarino.Infine ci invita ad avvicinarci all’aiuoletta, realizzata dagli assegnatari della chiesa nel punto dove prima stava una panchina in pietra, sotto il muro di sostegno delle scalette.

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Squadrata fra rotondi sassi di fiume, Italo ha tracciato una croce. “Siamo vicini alla chiesa: la croce ci voleva”. E poi, tanto che c’era, ci ha messo a dimora dei fiorellini e delle piante, comperate con la sua pensione di invalido. Italo gira col suo Apetto per la città d’adozione riscuotendo simpatie. È tuderte di nascita, ma si sente perugino.

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