Ricorre il settimo anniversario dalla scomparsa di De Poi, uomo dedito al lavoro e agli affetti familiari

Fornendo continuità di obiettivi a quella ditta che aveva di fatto portato e diffuso a Perugia la cultura dell’automobile

Ricorre oggi il settimo anniversario dalla scomparsa di Francesco De Poi, uomo dedito al lavoro e agli affetti familiari. Francesco era nato a Perugia il 1° agosto 1939 e nel suo destino era scritto il compito di subentrare nell’azienda familiare, fondata da suo nonno Augusto Chiuini, e dal fratello Umberto, nel 1917, agli albori della prima motorizzazione. Difatti, ottenuto il diploma da ragioniere, a far capo dal 1959, inizia a lavorare in azienda. Fornendo continuità di obiettivi a quella ditta che aveva di fatto portato e diffuso a Perugia la cultura dell’automobile. Uno snodo doloroso dell’esistenza di Francesco è costituito dalla morte (nel 1970) della madre Rina che si era adoperata per riunire la direzione della ditta sotto il comun denominatore della famiglia De Poi. Da qui l’assunzione di più pesanti responsabilità e conseguente incremento dell’impegno professionale.

Nel 1972 Francesco sposa Anna Maria Alfieri, dalla quale avrà i figli Filippo e Angelo, oggi ai vertici dell’azienda. Nello stesso anno consegue la Laurea in Economia e Commercio. D’ora in poi, in azienda, i dipendenti lo apostroferanno, con orgoglio e rispetto, con l’eponimo “il dottore”, consapevoli della qualità del suo lavoro, del rispetto vicendevole, delle qualificate relazioni con fornitori e clienti di rango. Nel 1973 il grande passo di acquistare il terreno ad Ellera per trasferire l’azienda in una sede che fosse più ampia e accogliente di quella, antica, di via Innamorati all’Elce, dove avevano prosperato il Garage e l’Officina (nati e cresciuti in Palazzo Biavati in piazza Danti, nell’acropoli, quindi al pianterreno e nell’episcopio del palazzo vescovile). 

Lungaggini e reperimenti di tracce archeologiche d’interesse culturale ritardano la costruzione di un immobile di grandi dimensioni, finalmente adeguato ai compiti di lavoro, ma anche a degne funzioni di rappresentanza. Finalmente, nel 1981, il completamento dei lavori e il conseguente trasferimento. Come sedi di esposizione e vendita storiche restano, nella memoria dei Perugini, quelle di piazza IV Novembre, la Terrazza Lilli, luoghi tipici e teatri urbani fortemente simbolici dell’appartenenza a una persuasa peruginità. Nel 1975 viene ampliato, con la costruzione del salone vendite, l’immobile sito in Via Roma a Foligno, già operativo come officina meccanica dal 1960. Sono presenti personalità di rilievo dei marchi rappresentati. 

Il marchio Lancia, sinonimo di classe e raffinatezza, è stato sempre il fiore all’occhiello della concessionaria. Che, grazie ai requisiti di serietà e competenza, viene contattata per rappresentare firme di assoluto prestigio. Tanto che, dal 1996, la CDP acquisisce la veste di concessionaria ufficiale Ferrari e, nel 1998, anche quella di Maserati. L’impegno e la dedizione al lavoro mettono Francesco in rapporti di proficua collaborazione coi vertici dell’industria e della finanza nazionale. Nel 2004 riceve dal Presidente della Repubblica l’onorificenza, ampiamente meritata, di Cavaliere del Lavoro. Tutta la dirigenza delle maggiori Case rappresentate considera Francesco De Poi un interlocutore leale e competente. Uomo di grandi vedute, Francesco De Poi proietta l’azienda in contesti apprezzati, giungendo
anche a conseguire risultati sportivi prestigiosi col Team Ferrari.

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Non si contano i contatti con personaggi eminenti del mondo sportivo, politico, culturale, artistico. Ne fanno fede le mostre importanti, da Dottori a Botero. Come pure lo documentano fotografie nelle quali è ritratto accanto ad attori e personaggi della cultura dello spettacolo e del jet set. Anche perché Francesco sa coltivare relazioni e offre la propria disponibilità a manifestazioni e rievocazioni storiche di settore. Il lavoro di Francesco è unanimemente apprezzato e la fiducia nella sua persona risulta assoluta e incondizionata da parte di qualsiasi interlocutore. La morte lo coglie imprevista, il 31 maggio del 2013. Ieri pomeriggio, alle 18:30, alla chiesa di San Donato all’Elce, la consueta liturgia di suffragio in memoria di un uomo perbene, ricordato con rimpianto dalla famiglia e da tutta la città.

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