Per una collettività più consapevole, nasce l'associazione "Umbria: We Care"

Ideata da Paola Fioroni vuole essere un "incubatore di idee accessibile e innovativo" per il sociale

Nasce Umbria: We Care, associazione culturale, apolitica e no-profit che intende approfondire la conoscenza delle politiche sociali dell'Umbria, promuovendo il dibattito e proponendo soluzioni alle crescenti vulnerabilità del territorio. Fondata e presieduta da Paola Fioroni, cavaliere al merito della Repubblica italiana e con una lunga esperienza nel volontariato sociale che le ha permesso di entrare in contatto con le molteplici realtà del territorio regionale e non solo, l’associazione mira mediante studi, ricerche, attività formative, incontri e pubblicazioni a contribuire ad accrescere la partecipazione attiva dei cittadini, coinvolgendoli nelle dinamiche sociali del proprio territorio, dando loro voce attraverso la condivisione ed il confronto, con un occhio di riguardo anche, ma non solo, ai giovani, protagonisti di un “presente possibile per un futuro diverso”. Un’associazione in cui sia sempre più valorizzata la partecipazione e la cultura della solidarietà con l’ambizione di diventare un forum, un punto di confronto e condivisione, in cui cercare di creare nuove prospettive instaurando processi di policy making.

“Umbria: We Care – spiega la sua fondatrice – è aperta a tutti coloro che intendano, attraverso un corretto e sereno dibattito e un confronto con tutte le componenti della società civile, partecipare alla vita sociale dell’Umbria, come servizio di interesse collettivo e promuovendo la rappresentanza, la tutela, la qualificazione, l’affermazione, lo sviluppo, ed il riconoscimento dei valori fondamentali della persona, della solidarietà e della dignità sociale”.

“Siamo un think tank indipendente e privato – prosegue Paola Fioroni – un incubatore di idee, accessibile ed innovativo che intende contribuire alla creazione di una comunità più consapevole, accrescendo coesione e valore sociale, proponendo idee e soluzioni innovative alle sfide delle politiche sociali declinate sul territorio dell’Umbria. Un tasso di povertà relativa in aumento, la crisi delle reti sociali primarie, la perdita di appeal della nostra regione per i giovani, l’invecchiamento della popolazione unitamente a una forte denatalità, acuiscono condizioni già precarie e solitudini pericolose dei nostri cittadini. Innovare nel campo sociale significa, infatti, conoscere e riconoscere nella loro multidimensionalità i bisogni e le molteplici vulnerabilità, anche quelle più nascoste, e promuovere modelli di risposta sempre nuovi ed efficaci, per questo è fondamentale la condivisione con tutte le forme di associazionismo esistenti sul territorio”.

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