INVIATO CITTADINO Monteluce, vandali senza rispetto: edicola votiva depredata

Rubati la mattonella di ceramica con la Madonna e il cancelletto, l'edicola è in stato di abbandono

C’era una volta quell’edicola votiva sul curvone di via del Giochetto. La gente che usciva dal Policlinico dal versante inferiore si fermava a dire una preghiera riconoscente o ad accendere una candela alla Vergine per lo scampato pericolo. Era così fin da quando l’antico monastero delle clarisse fu trasformato in ospedale.

In quell’edicola fittile era murato un cotto rappresentante la Vergine, oggetto di devozione popolare. A proteggere quell’icona, un cancelletto metallico a maglie larghe, per consentire di porre all’interno una candela, un lumino. Il cancelletto era dotato di serratura apribile con una chiavina in mano all’usciere (lo stesso che alzava la sbarra per consentire l’uscita delle vetture). Ogni tanto, qualcuno ripuliva la base di appoggio dalla cera e metteva qualche fiore nel vasetto.

Poi il trasferimento dei reparti al Silvestrini e il progressivo abbandono di Monteluce. Così i soliti vandali hanno smurato e asportato il cancelletto. Non paghi di questa azione, hanno staccato e portato via anche la ceramica. Tanto per gradire. Cose che succedono, si dirà. Ma non è un buon segno.

Ora quell’edicola se ne sta asfissiata e semicoperta da vegetazione infestante che nessuno ripulisce. Anche se una mano devota, memore del passato, vi ha posizionato un lumino, un vasetto con fiori di plastica e una statuetta di Padre Pio.

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Si spera che, al completamento dei lavori, la società della Nuova Monteluce provveda a restaurare l’edicola, rimettendo i pezzi di mattone mancanti e una grata a protezione di un’immagine sacra che sarebbe bello potervi ricollocare. Se come Inviato Cittadino posso fornire un suggerimento, propongo di rivolgersi alla ceramista Maria Antonietta Taticchi. L’artista potrebbe realizzare qualcosa di simile a quanto ha fatto, su richiesta di don Vittore, parroco della Chiesa dei Padri Filippini, nell’edicola di via dei Priori, lasciata vuota. Sarebbe un bel segno di civiltà. Se c’è da mettere mano al portafogli, credo che i perugini (e i monteluciani in specie) siano pronti a provvedere.

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