Giovedì, 13 Maggio 2021
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INVIATO CITTADINO Elce, intervento (costoso) per riparare le scale del sagrato

Don Gaetano Romano, fresco di nomina alla parrocchia di San Donato all’Elce, lo evidenziò come problema prioritario

Elce. Le scale del sagrato della chiesa sono in pericolo di caduta. Don Gaetano dà il via al costoso intervento. Fummo i primi, e gli unici, a segnalarlo su queste colonne: don Gaetano Romano, fresco di nomina alla parrocchia di San Donato all’Elce, lo evidenziò come problema prioritario. Quelle scalette erano in predicato di caduta e occorreva provvedere. Tanto che furono piazzate transenne per impedire il passaggio dei fedeli, caricando la struttura.

Il fatto è che, oltre mezzo secolo fa, “regnante” l’indimenticabile monsignor Nazareno Bartocci, i costruttori fecero le cose alla svelta e in economia. Un particolare punto di cedevolezza furono appunto quei gradini: ciascuno pesa oltre 40 chili e si regge, solidalmente agli altri, poggiando su una semplice pila di mattoni. Roba da galera… stando alle regole dei giorni nostri. Ma allora si procedette coi soldi contati, e invero assai pochi, “fiduciosi” sulla previdenza della… Provvidenza, più che sulle somme a disposizione e sulla solidità delle opere murarie.

Ora, senza perdere fiducia nella divina intercessione di san Donato, era tempo di procedere alla messa in sicurezza. Perciò, ieri mattina, con un mezzo idoneo alla bisogna, hanno cominciato a rimuovere quei pietroni. L’Inviato Cittadino che ha assistito, indesiderato ospite, alla rimozione, ha personalmente verificato la precarietà di quella struttura, ringraziando tutti i santi del calendario per aver protetto i fedeli (compreso lui stesso e i suoi familiari) da una morte sorcina. Infatti quei massi rischiavano di precipitare nei sottostanti locali della catechesi, coinvolgendo nella caduta i malcapitati di passaggio in quel momento.

Ora si tratterà di realizzare un solaio autoportante sul quale appoggiare i singoli, pesantissimi elementi della scalinata. Un lavoretto che, stando ai preventivi, dovrebbe attingere o superare i 20 mila euro.

C’è da augurarsi che le benedizioni pasquali, (provvidenzialmente) posticipate causa coronavirus, abbiano fruttato almeno le somme occorrenti per affrontare le prime spese. Dopo di che, la generosità dei parrocchiani, e la divina protezione della Provvidenza, aiuteranno a perseguire il non facile obiettivo di trovare i fondi necessari.

Ha fatto tanto fino ad oggi, la Provvidenza. È lecito attendersi che potrà fare altrettanto per il reperimento dei soldi necessari, che non sono pochi. Così sia.

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