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Coronavirus, a Fontenuovo decretato lo stop alle visite dei parenti: solo collegamenti via web

Con la messa in sicurezza della struttura, approntata “alleanza terapeutica” con mezzi d’informazione e social media per mantenere i legami affettivi tra assistiti e familiari

Blindate le strutture per anziani della diocesi di Perugia per tutelare gli anziani ospiti che sono i soggetti più vulnerabili per il Coronavirus. Una decisione che spezza i legami con le persone a loro più care che non potranno più accedere per motivi di sicurezza e di prevenzione sanitaria contro forme di contagio.

"Fontenuovo è una residenza davvero protetta nei giorni del Coronavirus. I nostri ospiti sono tutti pazienti fragili che vivono la loro cronicità. Persone fragili significa che hanno tutte un’età tra gli 85 e i 95 anni, con poche eccezioni, e sono affette da più patologie, sottoposte a più terapie farmacologiche che le rendono particolarmente vulnerabili – afferma la dottoressa Sionetta Cesarini – Per cui se prima del Coronavirus dovevamo attrezzarci per le cure di quella che era la normalità, già in qualche modo difficile, con l’epidemia abbiamo dovuto blindarci letteralmente. In un primo momento abbiamo ridotto l’accesso dei familiari e volontari, per poi chiuderlo completamente. Limitate all’essenziale le visite esterne degli anziani per le sole urgenze. Gli assistiti che possono sviluppare casi febbrili vengono sottoposti a quello che è il protocollo dell’USL Umbria1".

Per ovviare alla chiusura della struttura ai familiari sono stati approntati dei collegamenti Skype e WhatsApp, con la collaborazione del Servizio informatico diocesano, per permettere agli operatori di prendere costantemente appuntamenti in maniera tale che i familiari degli assistiti possano anche vederli e rendersi conto di come realmente stanno. "Per cui si sta instaurando una bella alleanza che io definisco terapeutica, perché capiamo la difficoltà di un figlio o di una figlia rimanere a casa quando il genitore è in un luogo di cura. Grazie a media e social evitiamo che questi legami affettivi vengano spezzati dal Covid19 - prosegue Cesarini - Stiamo sopperendo alla mancanza del momento spirituale della messa domenicale con il collegamento via streaming e attraverso la diretta di Umbria Tv e di UmbriaRadioInBlu".

La dottoressa Cesarini, nel sottolineare che fin dall’inizio dell’emergenza sanitaria "tutto il personale, per operare in sicurezza nel preservare gli assistiti e se stesso da possibili contagi, ha fatto riferimento ai D.P.C.M. varati, agli atti emanati dalla Regione Umbria e alle circolari redatte dall’USL Umbria1".

Una lettera-richiesta è stata inviata alla presidente della Regione Donatella Tesei e all’assessore regionale alla Salute Luca Coletto, per segnalare le necessità delle due residenze protette: "Chiediamo alle istituzioni garanzie di tutela per ospiti e dipendenti – sottolinea la geriatra – per non sospendere la normale assistenza erogata nel territorio. Mentre dal 10 marzo scorso sono stati sospesi gli accessi ai familiari e ai volontari e modificato il percorso per l’ingresso degli approvvigionamenti nelle due strutture".

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