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Chiesa umbra, vescovi in "pensione": ecco gli avvicendamenti nelle diocesi umbre nel 2022

Il cardinale Bassetti compie 80 anni ed è già in proroga, mentre il vescovo Cancian arriva a 75 anni ad aprile. Raggiunti limiti d'età anche per il cardinale Betori e l'arcivescovo Fontana

La Chiesa umbra si prepara a vivere un altro momento di cambiamenti alla guida delle diocesi. Sono quattro i vescovi che nel corso del 2022 compiranno i 75 anni e saranno obbligati a presentare la lettera di rinuncia per raggiunti limiti di età come previsto dalle norme canoniche. A questi si aggiungono alcuni vescovi che hanno già raggiunto l’età prevista dal Codice e che ancora non sono stati sostituiti.

Il primo della lista per anzianità è il cardinale Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia–Città della Pieve e presidente della Conferenza episcopale italiana, che compirà 80 anni il prossimo 7 aprile.

Il 20 gennaio compirà 75 anni il vescovo di Arezzo–Cortona–Sansepolcro monsignor Riccardo Fontana, gia arcivescovo di Spoleto-Norcia dal 1996 al 2009. Il presule andò a sostituire ad Arezzo proprio il cardinale Bassetti, destinato a Perugia (in molti lo avevano già visto seduto negli uffici di curia in piazza Ib Novembre).

Il 25 febbraio sarà la volta dell’arcivescovo di Firenze dal 2008, il cardinale Giuseppe Betori, folignate, già canonico della cattedrale di San Feliciano e segretario della Cei.

Il 6 aprile raggiungerà l’età della rinuncia il vescovo di Città di Castello Monsignor Domenico Cancian. Presbitero della congregazione dei Figli dell’Amore Misercordioso di madre Speranza di Collevalenza, è presule in Alto Tevere dal 2007.

A Terni il nuovo vescovo Francesco Antonio Soddu ha preso possesso della cattedra il 5 gennaio scorso.

La nomina dei nuovi vescovi spetta al Pontefice, su una rosa di nomi che provengono dal territorio, anche se come sempre papa Francesco ha abituato a scelte fuori dalle regole. E come accaduto a Foligno (ma anche Modena-Carpi, Lanusei, Fabriano, Pitigliano, Ischia, Alife), unita alla diocesi di Assisi, formalmente, con la nomina del vescovo Domenico Sorrentino, che è rimasto titolare anche della città serafica, il Papa potrebbe procedere all’unione delle diocesi in persona episcopii per completare il processo di riduzione del numero delle diocesi italiane, visto che i vescovi della Cei, sollecitati più volte, ancora non hanno varato il piano di riduzione delle diocesi.

Per l’Umbria il vecchio progetto prevedeva la riduzione a quattro diocesi: Perugia, con l’estensione territoriale fino a Todi; Spoleto che avrebbe dovuto inglobare Foligno; Terni estesa fino ad Orvieto; Città di Castello che avrebbe accorpato Gubbio; Assisi avrebbe dovuto rimanere direttamente soggetta alla Santa Sede.

L’accorpamento in persona episcopii di Assisi con Foligno e la nomina ad Orvieto-Todi di monsignor Gualtiero Sigismondi, però, fa pensare ad una diversa disposizione, con la riduzione a sei diocesi: Perugia, Terni, Spoleto, Foligno-Assisi e Orvieto rimarrebbero così come sono, mentre verrebbero unite Città di Castello e Gubbio. Ipotesi che papa Francesco potrebbe, naturalmente, scompaginare.

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