Carlo Acutis raccontato dalla madre Antonia, un ragazzo semplice con un cuore grande per i poveri

Sorridente e pacificata, la mamma del prossimo beato milanese che amava molto Assisi ha raccontato la vita di suo figlio, che a pochi anni dalla morte ha gia fatto molti miracoli

Foto di Antonella Porzi

Nel contesto delle celebrazioni che stanno animando la città di Assisi per la beatificazione di Carlo Acutis, il quindicenne milanese vissuto e morto in odore di sanitità nel 2006, si è svolto nella città serafica un incontro con la mamma del prossimo beato, Antonia Salzano, presso la Sala Consiliare del Comune di Assisi. Assieme a lei anche alcuni amici e tante persone incuriosite dalla storia straordinaria di questo adolcescente che ha vissuto la sua breve vita con un grande amore per Gesù Cristo e per la Chiesa. Innamorato dell'Eucarestia, tra le sue frasi più celebri c'è quella che sostiene che essa sia l'autostrada per il Cielo, questo quindicenne dei nostri tempi era anche molto appassionato del web e aveva costruito in autonomia e da autodidatta alcuni siti per le realtà della sua chiesa parrocchiale e diocesana.

Sempre toccante ascoltare le parole della madre di Carlo, che durante l'incnotro di oggi, moderato da p. Enzo Fortunato, ha descritto con il sorriso e la pace di chi ha un tesoro in Cielo, la vita del figlio: "Era una persona molto semplice, ma attraeva in modo spontaneo le persone fin da quando era piccolo. Era molto aperto, per lui ogni persona era un mondo, non era di quei ragzzi che passano distratti come avviene spesso a Milano, ma per ogni persona aveva una buona parola, cercava di entrare in contatto con essa. In centro da noi ci sono molti palazzi dove lavorano i portieri che spesso sono stranieri e lui faceva amicizia con tutti. Io al suo funerale vidi persone di tante nazionalità, con la chiesa che era pienissima. Riaguardo al suo rapporto con Assisi, Carlo sarà molto contento della nuova mensa dei poveri. Carlo infatti aveva un grande affetto per i poveri e anche a Milano con i suoi risparmi comprava sacchi a pelo per i clochard e la sera portava loro pietanze e bevande calde, si era organizzato così. Si faceva spesso accompagnare dal nostro domestico Rajes, che era di casta sacedotale bramina e per Carlo era come un amico e che poi si è convertito al cattolicesimo e si è fatto battezzare. Così ogni sera andavano insieme dai poveri. Carlo era consapevole non c'era bisogno di avere due paia di scarpe, ne bastava una: quello che poteva risparmiare lo poteva dedicare ai poveri". 

Le domande che si poneva Carlo erano domande fondamentali: così commenta padre Enzo Fortunato l'incontro svoltosi ad Assisi, dove sono intervenuti anche il sindaco Stefania Proietti, suor Giovanna Negrotto, e infine anche mons. Sorrentino, vescovo della diocesi che include anche Gualdo e Nocera Umbra. Quest'ultimo ha raccontato il suo personale legame spirituale con il giovane Carlo Acutis, la vicinanza tra questi e la figura di san Francesco nell'attenzione verso i poveri e ha annunciato che sabato 10 Ottobre, per la beatificazione, la città attende 3500 persone, tutte tracciate in base alle norme anti Covid in corso.

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