Il cibo dell'Antica Roma protagonista nella Mezzanotte Bianca di Perugia

Come mangiavano gli antichi Romani? Quali cibi? A che ora? In quali locali fuori casa? Quanto spendevano? Quali erano le loro abitudini e i loro rituali domestici legati al cibo?

Di questo e tanto altro si parlerà venerdi 27 luglio 2018 a Perugia, all'interno della Mezzanotte Bianca. Dalle 21,00 infatti, presso il MANU – Museo Archeologico Nazionale dell’Umbria, si terrà la presentazione del saggio storico “A TAVOLA CON GLI ANTICHI ROMANI - Storia, aneddoti e tante ricette per scoprire come mangiavano i nostri antenati culturali”, del divulgatore storico e saggista Giorgio Franchetti.

L’evento si terrà nella sala al secondo piano dell’antico monastero che oggi ospita il museo, che una volta era adibita a biblioteca e sala dove i monaci copiano e realizzavano splendide miniature e che oggi, oltre a esporre reperti antichi, spesso viene utilizzata per conferenze ed eventi culturali.

L’autore, conosciuto divulgatore storico dell’epoca romana, condurrà il pubblico in un incredibile viaggio nel tempo, partendo dai primissimi abitatori del Lazio e dell’area dove poi sorgerà Roma per arrivare fino ai fasti imperiali e alla decadenza dell’impero.

Il pubblico potrà così scoprire come si evolse il gusto dei Romani, come cambiò la concezione del cibo, passando da elemento necessario alla sopravvivenza in epoca arcaica e repubblicana, a una sorta di prestigio da esibire durante fasti e cene per impressionare i propri invitati in epoca imperiale; diventando quindi a tutti gli effetti uno status symbol per l’aristocrazia o per chi si arricchiva.

Si parlerà quindi dei traffici, che portavano verso Roma tantissimi generi primari come l’olio, il vino, il garum, ma anche di pane e scopriremo quanti e quali tipi di pane facevano i Romani.

In sala ci sarà anche l’archeo-cuoca Cristina Conte, che da decenni si occupa di cucina e negli ultimi 15 anni espressamente di cucina romana ricostruita, e che ha collaborato al volume per la parte riguardante le 124 ricette che vengono proposte all’interno.

Il pubblico potrà quindi osservare dal vivo molti tipi di pani perfettamente ricostruiti secondo le fonti storiche e in alcuni casi potrà assaggiarli, come nel caso del buonissimo panis cibarius; che era realizzato con le rimanenze delle farine della giornata, mischiate, e per questo ritenuto poco pregiato all’epoca, ma che oggi invece proprio per la sua natura, è ritenuto assolutamente genuino e buonissimo.

L’autore mostrerà quindi dal vivo al pubblico il panis nauticus, realizzato per i militari della flotta, il panis secundarius, molto pregiato, il panis parthicus, molto spugnoso, l’adipatus, con pezzettini di lardo, l’ortolaganus, realizzato espressamente per festeggiare la vendemmia e il panis furfureus, realizzato solo con gli scarti della macinazione dei cereali, e regalato ai poveri o dato ai cani.

Si potrà anche vedere dal vivo il famigerato garum, la salsa di pesce sulla quale il volume, e l’autore in sala, fa definitivamente chiarezza fugando ogni luogo comune legato alla sua preparazione e al suo gusto. Con questa salsa ci si poteva arricchire, come fece Umbricio Scauro che fu probabilmente il più famoso e ricco commerciante di questo prodotto a Pompei, e andremo a vedere, nei resti della sua domus, come si autocelebrò proprio per questo.
Ma il garum non era l’unico derivato dalla lavorazione della salsa di pesce da cui venivano realizzati due sotto-prodotti meno pregiati, come il liquamen (onnipresente praticamente nelle ricette romane) e l’hallec, destinato agli schiavi. Tutti prodotti che saranno illustrati dall’autore e mostrati dal vivo al pubblico, in sala.

In questo viaggio nelle abitudini dei Romani vedremo non solo quali fossero le regole ferree da osservare durante i celeberrimi banchetti (che Franchetti riporta a una visione molto più storica che cinematografica) ma anche in quali locali i Romani si fermavano a mangiare durante il giorno per un veloce spuntino all’ora di pranzo.

E così scopriremo anche, tramite alcune scritte ritrovate a Pompei, come i clienti si lamentassero di un oste che vendeva vino evidentemente scadente o come un oste si infuriò e mise una taglia su chi aveva sottratto dalla sua taverna una brocca di bronzo.

“I resti di Pompei e di tutta l’area vesuviana hanno fornito non solo lo spunto iniziale per questo incredibile viaggio, ma soprattutto mi hanno permesso di aprire una vera e propria finestra per osservare un giorno qualsiasi di vita quotidiana dei Romani, e poterlo descrivere nei dettagli…”

dice Giorgio Franchetti; che si è avvalso di permessi ricevuti per fotografare tantissimi reperti relativi al cibo non solo nell’area vesuviana ma in molti musei d’Italia e d’Europa, immagini che oggi corredano il volume proposto.

Naturalmente, come detto, oltre a tanta storia del gusto e tanta vita quotidiana dei Romani, nel volume sono contenute, nella parte centrale, 124 ricette ricostruite in cucina dall’archeo-cuoca Cristina Conte che, al termine della presentazione, avrà il piacere di intrattenersi col pubblico. Al piano terra, nel chiostro medioevale all’ingresso del museo, verrà posizionato un tavolo dove il pubblico potrà assaggiare diverse pietanze come il libum di Catone, il savillum, il pasticcio apiciano, l’epityrum, e assaporare un bicchierino di mulsum, il vino speziato dei Romani realizzato con il miele cui venivano poi aggiunti, a piacimento, pepe, petali di rosa, frutta, cannella e chiodi di garofano.

Un viaggio davvero incredibile nel passato che vi emozionerà, alla riscoperta di gusti che il vostro palato ha dimenticato e che l’autore cercherà di risvegliare in questa incredibile discesa indietro nel tempo di tanti tanti secoli.

In apertura di presentazione ci saranno i saluti della direttrice del museo, dottoressa Luana Cenciaioli.

L’evento si svolge con il patrocino del Polo Museale dell’Umbria, della Città di Perugia e si inquadra nelle iniziative della Mezzanotte Bianca.

INGRESSO E DEGUSTAZIONI GRATUITE

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