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Che succede alla Perugina? Bocche cucite, ma incubo da 300 licenziamenti

Tanti interrogativi che al momento non hanno nessuna risposta ufficiale. Ma la bomba-perugina sarebbe già scoppiata dopo l'assemblea dei lavoratori di lunedì scorso

Che succede alla Perugina? Un anno dopo torna - anzi non se ne è mai andati ?- lo spettro dei licenziamenti? Il contratto di solidarietà non ha sortito nessun effetto? E soprattutto la strategia aziendale per il rilancio dei prodotti dello stabilimento di San Sisto non ha sfondato sul mercato internazionale? Tanti interrogativi che al momento non hanno nessuna risposta ufficiale. Ma la bomba-perugina sarebbe già scoppiata dopo l'assemblea dei lavoratori di lunedì scorso dove sarebbero stati annunciati degli esuberi di personale.

Lo scorso agosto si era parlato di 210. Ieri invece il numero - ufficioso e senza una conferma da parte della multinazionale - si aggirerebbe intorno ai 300. Ecco perchè stiamo parlando di bomba. La Perugina sta all'economia di Perugia, come l'acciaieria sta a quella di Terni. Anche se in verità in molti tendono a minimizzare per ragioni politiche e di opportunità sindacale.

Non c'è traccia di una nota ufficiale da parte delle Rsu, dei sindacati e da parte dell'azienda stessa. Massimo riserbo. In compenso parlano i lavoratori e il primo a dare la notizia è stato il giornalista di Rete Sole, Giampiero Tasso. Non ci sarebbero nuove compesse e la produzione ne sta risentendo. Da qui lo spettro di quei presunti 300 esuberi. Tace anche il mondo politico. Tutti in attesa di avere numeri certi in mano. Ma intanto la bomba è scoppiata. Si spera che tutto possa rientrare. 

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