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La "svolta" per tutelare e far crescere il made in Umbria: nasceranno i distretti del cibo. Le imprese faranno squadra

La riforma, mai sperimentata in Umbria, lanciata dall'assessore regionale Roberto Morroni. Obiettivi, punti di forza, fondi e imprese più competitive

Per progettare un futuro diverso e allo stesso tempo per seminare gli anti-corpi giusti per uscire da questa crisi da emergenza coronavirus che avrà forti ripercussioni sul settore economico e sull'agricoltura. La Regione dell'Umbria lancia una riforma al momento mai sperimentata nei nostri territori: la nascita dei distretti agricoli. Cosa sono? Territori specifici dove si coltivano prodotti locali riconoscibili e di qualità. Con aziende che hanno rapporti stretti sia per tutelare il frutto del loro lavoro certificandolo che volendo anche di filiera. 

Nello specifico i distretti "sono sistemi produttivi caratterizzati da interdipendenze delle imprese agricole e agroalimentari" e possono rappresentare "un’opportunità di sviluppo per produzioni certificate e tutelate: rappresentano una forma di aggregazione e di promozione dell'attività del territorio". Obiettivo: quello di conquistare i mercati nazionali e internazionali con produzioni certe, certificate e facendo squadra. Roberto Morroni, vice-presidente della Giunta regionale e assessore all'agricoltura, li ha presentati alle associazioni di categorie con le quali scriveranno regole, mappe e futuro dell'agroalimentare umbro.

“La Regione avvia da oggi il percorso per la costituzione in Umbria di Distretti del cibo, valido strumento per valorizzare il patrimonio agricolo e agroalimentare e favorire il salto di qualità necessario al sistema delle imprese umbre, in particolare nell’attuale contesto di incertezze, aprendo nuove prospettive di crescita”. Sono stati presentati adempimenti e road map per il riconoscimento di “Distretto del Cibo” da parte della Regione, anche nell’ottica della partecipazione al primo bando nazionale del Ministero delle Politiche agricole che finanzia le attività dei Distretti.

“I Distretti rappresentano una grande opportunità da cogliere, introdotta dalla legge di bilancio del 2018 – ha ricordato – ma che finora era stata ignorata, a differenza di altre Regioni. La Giunta regionale vuol favorirli e supportarli e accelera dunque sui tempi, con un primo atto – ha detto – che sarà varato già la prossima settimana con le condizioni e le modalità per la presentazione delle istanze di riconoscimento di Distretto del cibo. Quattro le tipologie che abbiamo previsto in questa fase: rurale, agroalimentare di qualità, filiera e biodistretto. Punti di forza, oltre alle produzioni, il radicamento e l’integrazione nel territorio, l’aggregazione fra imprese, i centri di ricerca”.

Dal 2017 ad oggi molte regioni hanno approvato e riconosciuto formalmente questi distretti, criterio indispensabile per accedere ai fondi stanziati con apposito avviso pubblico da parte del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali. Il distretto ad oggi formalmente riconosciuti sono 17 in Lombardia, 11 in Toscana, 10 in Calabria, 8 nel Lazio, 6 in Sicilia, 5 in Abruzzo, 4 in Basilicata, 3 in Piemonte e puglia ed 1 in Liguria, zero in Umbria

“Salutiamo positivamente la convocazione che ha fatto questa mattina l’Assessore Roberto Morroni per avviare l’iter del riconoscimento dei distretti del cibo anche in Umbria” ha affermato Francesco Martella Presidente della Federazione dei Dottori Agronomi e Dottori Forestali, “concordiamo pienamente con l’Assessore rispetto alla necessità di fare una corsa contro il tempo al fine di non perdere l'opportunità del bando ministeriale che scade il 16 aprile. Il distretto del cibo è inquadrabile come nuovo strumento di politica economica al servizio dello sviluppo territoriale, un'opportunità che è necessario cogliere. La costituzione dei distretti del cibo deve essere l'occasione per traguardare una programmazione di medio lungo periodo – continua il Presidente Martella -  il bando va visto come un mezzo che accelera un nuovo processo aggregativo che possa essere di aiuto alle imprese del territorio a superare le difficoltà dovute alle incertezze del mercato, per dare nuova linfa alla promozione del territorio delle produzioni locali". 

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