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Dal latte per il cappuccino ai vini per il brunch, un'idea a "km 0" per riprendere a vivere

Apre a Deruta il gastrobar che coniuga il piacere del caffè all'italiana con il modello di servizio iberico

Un bar (che è qualcosa di più) per ricominciare e rivitalizzare una parte della città “dimenticata”. Un locale che valorizza i prodotti a chilometri zero, cioè dei produttori vicini; ma non solo latte, formaggi e salumi, anche le maioliche, visto che siamo a Deruta.

Mattia è un ragazzo di 25 anni che ha deciso di sognare e di aprire un gastrobar (un tipo di locale molto conosciuto in Spagna, un bar-gastronomia aperto dalla mattina alla notte e che offre colazione, stuzzichini, aperitivo, brunch, cena). Lo ha aperto a dicembre alla periferia di Deruta. I lavori di ristrutturazione e l’inaugurazione si sono scontrati con il Coronavirus e la chiusura di tutte le attività.

Adesso Mattia a tirato su la saracinesca e acceso l’insegna: Zero gastrobar Deruta. Oltre alla novità del progetto, almeno a queste latitudini, è la vendita di prodotti umbri a “km 0”, dal latte fresco di una fattoria vicina (per fare il cappuccino a chilometri zero), ai salumi e formaggi provenienti da aziende locali. Mattia ha condiviso il suo progetto con Emanuele, che si occupa della scelta dei vini.

Nel tentativo di riaccendere la periferia di Deruta, Mattia ha progettato e realizzato degli originali tavoli che raccontano l’Umbria e le sue città. Delle maioliche artistiche con e vedute dei centri storici umbri.

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