Agricoltura in Umbria, l'allarme: "Troppi vincoli, a rischio imprese e posti di lavoro"

Le due associazioni di categoria "guardano preoccupate al proliferare di regolamenti comunali che normano, spesso in maniera impropria, anche l'attività agricola"

L'allarme arriva da Confagricultura e Cia Umbria: "Posti di lavoro e aziende a rischio". Le due associazioni di categoria "guardano preoccupate al proliferare di regolamenti comunali che normano, spesso in maniera impropria, anche l'attività agricola. Sono note le difficoltà con cui le imprese agricole umbre affrontano ogni giorno le sfide del mercato globale per mantenere il proprio posizionamento ed il livello occupazionale.  Così come risulta ormai evidente che la regolamentazione vigente in Italia in materia di lavoro, ambiente e sicurezza è tra le più stringenti al mondo. Se da un canto non si può che condividere l'attenzione che il legislatore mette nel tutelare la salute pubblica, dall'altro è necessario rilevare che troppo spesso l'eccessiva burocratizzazione delle procedure rischia di acuire le difficoltà delle imprese, sempre più impegnate a rispettare requisiti e prescrizioni, piuttosto che a fare sviluppo ed economia per il territorio".

In questo quadro, spiegano, "aggravato dalle problematiche mai risolte dei danni da fauna selvatica e del ritardo accumulato da Agea sui pagamento degli aiuti comunitari, si inseriscono le iniziative di regolamentazione dell'uso dei fitofarmaci da parte di alcuni comuni dell'Umbria. Le imprese agricole già da qualche anno stanno facendo i conti con quanto previsto dal Piano di Azione Nazionale sull'uso dei fitofarmaci e dalle linee d’indirizzo varate nel 2016 dalla Regione Umbria. Con abnegazione e grande responsabilità gli operatori del settore agricolo (non solo aziende, ma anche consulenti e prestatori di servizio) si sono adeguati ai nuovi requisiti di legge, agevolando il conseguimento degli obiettivi di sostenibilità e tutela della Salute pubblica prefissati dalla direttiva europea di riferimento". 

Confagricoltura Umbria e Cia dell'Umbria "auspicano che la regolamentazione a livello comunale dell'uso dei prodotti fitosanitari consista in un mero recepimento della normativa sovraordinata, che di fatto limita il campo di applicazione dei regolamenti alle aree extra-agricole frequentate dalla popolazione e alle aree naturali. Eventuali restrizioni e/o inasprimenti dovranno essere debitamente motivati e comunque applicabili solo se coerenti con le prerogative e le competenze delle amministrazioni comunali".

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Confagricoltura Umbria e Cia dell'Umbria, conclude la nota, "ritengono, inoltre, opportuno che si rafforzi da parte delle amministrazioni l'attenzione per il governo del territorio e la salvaguardia dello spazio rurale. La pianificazione urbanistica in termini di previsioni di allargamento di aree residenziali in area agricola, piuttosto che di realizzazione di percorsi pedonali o ciclabili non può non tenere conto della vocazione territoriale che esprime un determinato comprensorio e del rispetto delle attività che in quel territorio si esercitano da secoli".

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