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Pioggia di milioni per aiutare l'Umbria a rialzarsi dalla crisi: sostegno ai giovani, ai disoccupati e alle nostre imprese

Presentato Umbria Attiva: cinque misure per contrastare la disoccupazione e per fronteggiare le criticità del mercato di lavoro umbro. Si rivolge a giovani, ai disoccupati e alle imprese che vogliono assumere

Oltre 30 milioni di euro, quelli messi in campo da “Umbriattiva”, il programma Lavoro presentato oggi dal vice presidente della Giunta regionale dell’Umbria ed assessore al lavoro e allo sviluppo economico Fabio Paparelli. Presenti anche il direttore regionale alle attività  produttive e lavoro Luigi Rossetti, Romano Benini, docente di politiche del lavoro,  oltre ai rappresentanti delle associazioni di categoria e delle organizzazioni sindacali.

Un programma che punta a fronteggiare le criticità del mercato di lavoro umbro e che si rivolge a giovani disoccupati o usciti dalla scuola, adulti disoccupati, a imprese che vogliono assumere. Si tratta di un programma “dinamico” – ha sottolineato l’assessore -  che prevede risorse per 32 milioni 150 mila euro con l’obiettivo di costruire lavoro stabile in Umbria attraverso cinque misure.

In particolare, Umbriattiva è rivolta a: giovani con meno di 30 anni residenti in Umbria o iscritti ai Centri per l’Impiego Umbri da almeno 12 mesi,  disoccupati o inoccupati e non impegnati in percorsi scolastico-formativi. Il 10% è riservato ai giovani disabili, con meno di 30 anni, iscritti alla L.68/99 e altri soggetti vulnerabili definiti da specifici protocolli regionali.

Ai giovani dai 16 ai 18 anni i provvedimenti messi in campo sono Voucher formativo per la frequenza di corsi di formazione, tirocinio extracurriculare (6 mesi) tra le offerte dei catalogo unico regionale accompagnate da incentivi all’assunzione o l’accesso al  microcredito con finanziamenti fino a 30.000 euro.

Umbriaattiva è rivolta anche a persone con 30 o più anni residenti in Umbria, disoccupati/inoccupati residenti in Umbria iscritti ai Centri per l’Impiego Umbri da almeno 6 mesi, ovvero disoccupati o inoccupati non residenti in Umbria iscritti ai Centri per l’Impiego Umbri da almeno 12 mesi.

Si rivolge inoltre ai diplomati e laureati disoccupati o inoccupati iscritti ai Centri per l’Impiego dell’Umbria, in possesso di un diploma di istruzione secondaria superiore (per questa categoria sono previsti periodi di formazione lunghi con stage aziendali) e alle imprese con sede unità operative sul territorio della regione Umbria. Per questa categoria gli interventi servono per incrementate i livelli occupazionali, dalla formazione degli apprendisti ad una serie di interventi  finalizzati alla partnership con i fondi interprofessionali per la formazione continua sui temi del digitale di dipendenti ed imprenditori.

C’è poi un’altra misura, ed è quella rivolta per il reimpiego e che si rivolge ai lavoratori  in CIGS, di imprese con oltre 100 dipendenti oggetti di crisi di tavoli nazionali o regionali., ai lavoratori di imprese dell’Area di crisi complessa Terni Narni beneficiari di Cassa Integrazione straordinaria.

“E’ comunque evidente – ha sottolineato o Paparelli – che la piena l’occupazione si fa anche con politiche di sviluppo che aiutano le imprese a crescere e a fare investimenti. Per questo – ha concluso  - abbiamo strumenti importanti: l’Area di crisi complessa nel Ternano Narnese, l’Area di crisi non complessa nella zona del terremoto e gli altri strumenti della programmazione europea, in particolare del FESR nel resto della regione,  che abbiamo orientato prevalentemente verso l’artigianato e l’industria 4.0”. 

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