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Vigilante spara in aria per evitare un'aggressione, sei anni di calvario giudiziario

Denunciato per minacce e indagato per porto d'arma abusivo ed esplosione di colpi d'arma da fuoco. Il giudice lo assolve

Sei anni di calvario per aver svolto il suo lavoro. È quanto vissuto da un vigilante che nello svolgimento delle sue funzioni in servizio presso un supermercato, si è trovato costretto ad esplodere un colpo di pistola in aria per evitare un’aggressione.

L’uomo, difeso dagli avvocati Fernanda Cherubini e Francesca Pasquino, era stato denunciato per minacce dalla persona che lo stava aggredendo, e indagato dall’autorità giudiziaria per esplosione di colpi di arma da fuoco in luogo pubblico e porto abusivo di arma.

L’episodio era avvenuto a Natale del 2014. L'uomo era in servizio, in borghese, in un supermercato alla periferia di Perugia, con compiti di vigilanza tra le corsie e gli scaffali e di accompagnamento dei cassieri quando finivano il turno e andavano a depositare l’incasso in cassaforte.

Ad un certo punto era dovuto intervenire per calmare un gruppo di ragazzi che stava dando fastidio alle casse. Si era qualificato e aveva invitato il gruppo ad uscire e non infastidire clienti e cassieri.

Il vigilante aveva scortato i giovani fino all’auto. Questi erano partiti, poi il conducente aveva cambiato idea, bloccando l’auto in mezzo al parcheggio. Poi era sceso e si era diretto deciso verso il vigilante. Il quale aveva estratto la pistola e sparato un colpo in aria.

Il procedimento per minacce, come detto, era stato archiviato, mentre quello sull’uso dell’arma era andato avanti, nonostante l’uomo avesse un regolare porto d’armi proprio in ragione del suo mestiere.

Nonostante il reato fosse ormai prescritto, su richiesta dei legali di valutare gli elementi principali del caso: cioè la regolarità del porto d'armi, i fatti riconducibili al lavoro dell'uomo e che avesse sparato in aria e non contro le persone. Il giudice ha deciso per un proscioglimento perché il fatto non sussiste.

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