Cronaca

Salviamo Collestrada contro il Nodo di Perugia: "Sbagliati i flussi di traffico rilevati in periodo di lockdown"

Chiesto un confronto con le istituzioni per trovare soluzioni che siano funzionali ad uno sviluppo sostenibile nel rispetto dell'ambiente e del territorio

Il nodo da sciogliere sul "nodo" di Perugia è se la colata di cemento e asfalto sia utile a decongestionare il traffico o danneggi l'ambiente. Le posizioni del coordinamento dei comitati, associazioni e imprese "SciogliAmo il nodo di Perugia" sono all'opposto di quelle della sezione perugina di Confindustria che ha parlato del “Nodo” come di opera finalizzata a ridurre del 50% il traffico locale grazie anche alla realizzazione della “bretella” sulla E45: opera costosissima e devastante per un territorio già martoriato da scelte strategiche infauste.

Gli studi sui flussi di traffico effettuati nel 2018 (acquisiti dal Comune di Perugia con Delibera del Consiglio Comunale n. 107 del 24 settembre 2018) hanno accertato che soltanto il 15%, massimo 20%, del traffico interessa la E45, mentre l’85% è costituito da traffico pendolare che gravita sulla città di Perugia e aree limitrofe.

Per il comitato contrario ai lavori per la realizzazione del Nodo, "l’Anas non ha presentato soluzioni alternative ad un progetto preliminare obsoleto e devastante per un territorio che le istituzioni locali devono proteggere in quanto patrimonio storico e naturalistico tutelato anche a livello europeo – borgo medioevale e bosco planiziale di Collestrada, sito di interesse comunitario e zona di conservazione speciale, flussi migratori sul Tevere, Ansa degli Ornari – e fonte di ricchezza per una regione conosciuta e apprezzata come Umbria verde grazie anche ad una radicata economia locale agricola ed agrituristica".

Le associazioni contestano le dichiarazioni del presidente della sezione di Perugia di Confindustria, Maurizio Mariotti, amministratore delegato dell’azienda Cancellotti s.r.l., leader nella prefabbricazione in calcestruzzo (barriere new jersey, conci per gallerie, pannelli antirumore ecc.) "in merito a fantomatici studi sui flussi di traffico che sarebbero all’esame valutativo di Anas, mai condivisi, sono prive di riscontri oggettivi e perciò fuorvianti" anche perché eseguiti "in periodo di pandemia, quando scuole, enti pubblici, aziende, attività turistiche, ecc. sono in lockdown".

Da qui la richiesta di un confronto con le istituzioni "per trovare soluzioni che siano funzionali ad uno sviluppo sostenibile nel rispetto dell'ambiente e del territorio".

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