Via dei Priori, i commercianti: “Un anno orribile: se non regolamentano sosta e accesso.. costretti a chiudere"

Si lamentano i commercianti di via dei Priori: “Per via dei lavori, è stato annus horribilis. Di questo passo – se non regolamentano sosta e accesso, e se non controllano – ci porteranno alla chiusura”. Sale alta la richiesta d’aiuto nella via che un tempo fu regina del commercio. Sempre più esercizi abbassano le saracinesche, anche per una questione di mancata visibilità.

Dicono: “Il necessario rifacimento della pavimentazione e dei sottoservizi ci ha tenuto sotto scacco per un anno. La gente non passava più e molti di noi hanno gettato la spugna”. Perché di un incontro di pugilato si è trattato veramente. Prima, con quei lavori interminabili. Ora, con la maleducazione degli automobilisti e col mancato rispetto, da parte loro, delle regole che presiedono al transito e alla sosta. Dicono a una sola voce: “Adesso che finalmente è tutto a posto, le automobili ci soffocano e ci impediscono di lavorare”.

Fra gli esercizi più colpiti, il “Ca d’Or”, dell’orafa Ines Renate Doëllert, civis inquilina della Vetusta da oltre un ventennio. Il suo negozio-laboratorio, al civico 37, è letteralmente obnubilato dalle vetture. Che lì non potrebbero né entrare né, tantomeno, sostare. Ines ha anche chiesto di poter occupare a titolo oneroso un piccolo spazio per mettere a buon diritto un dissuasore, ma non la sente nessuno.

Eppure cita l’ordinanza 305 del 22 marzo 2013, per effetto della quale, fra i civici 37 e 41, devono essere posizionati ben cinque dissuasori. “Durante i lavori – racconta – sono stati tolti e mai più rimessi”. “Col risultato – aggiunge – che in certi giorni mi piazzano le auto davanti e perfino sopra al marciapiede, tanto che i pedoni si spostano dalla parte opposta e di clienti nemmeno l’ombra”.

Ora si parla di due alternative: panchine o fioriere. Ma tra i residenti è già sorta una diatriba. Si dice che le panchine potrebbero attirare perdigiorno e sbandatelli che impedirebbero il riposo notturno. Ines – da tedesca educata e pragmatica – dice: “Importante è che la strada venga riqualificata. Al Comune scegliere le modalità ritenute più efficaci”.

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