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Cronaca

INVIATO CITTADINO Via Baldeschi. Quando la recinzione di cantiere si veste d’arte.

Accade che quei pannelli lignei diventino supporto su cui esercitare creatività

Via Baldeschi. Quando la recinzione di cantiere si veste d’arte. Accade che quei pannelli lignei diventino supporto su cui esercitare creatività. Siamo alla schermatura circostante il palco per l’intervento sulla facciata dell’Isola della cattedrale. Di fronte a Palazzo Baldeschi, all’inizio di quella che fu un tempo così fangosa da meritarsi il nome di via del Loto, in epoca precedente la pavimentazione (o l’odierna bitumazione). Con termine di origine latina (lutum) indicante proprio la melma.

Forse lo schizzo è il frutto di qualche esercizio da figurinista. Sta di fatto che la strada urbana fra piazza Cavallotti e piazza Ansidei offre oggi un bozzetto di lusso. Si tratta di una doppia figura femminile: a sinistra un primo piano del volto con capelli scompigliati. A destra la stessa immagine a piano americano, con una silhouette flessuosa. Il tutto realizzato con un tocco veloce in monocromo viola. Un bell’esercizio di snella esecuzione. Ancora a destra è presente anche la firma, illeggibile. Inclusa fra due profili maschili che si fronteggiano: sembrano due operai appoggiati alle impalcature.

Capolavoro? No di certo. Ma rappresentazione che non disdice. Sempre meglio di scritte frettolosamente rubricate e imbrattamenti contenenti turpiloquio. È preferibile vedere dipinte tavole da cantiere piuttosto che muri di palazzi storici. Come qualche volta accade. Proseguire, dunque? Perché no? Ma, intendiamoci: sulle tavole da cantiere, non sugli edifici!

1 Murale in via Baldeschi-2

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