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Con il congedo pagato per stare con il figlio disabile va a lavorare all'estero: a processo

La vicenda è sbarcata in tribunale. Il lavoro dell'uomo in Francia, non era compatibile con l'indennità di congedo percepita in Italia

Voleva assistere suo figlio, minorenne e affetto da una grave disabilità. Così il dipendente di un'azienda umbra ha chiesto un congedo straordinario per poter stare in casa e dare tutta la vicinanza di cui può necessitare un bambino malato. Il primo beneficio gli viene concesso nel 2009, il dipendente quindi si assenta dal lavoro per 455 giorni. Viene presentata un'altra istanza alla sede dell'Imps per altri 120 giorni e oltre, come ricostruito oggi da un testimone in una delle aule di giustizia del tribunale di Perugia. Attraverso un controllo però, si scopre che l'uomo si era trasferito con tutta la famiglia in Francia dove aveva trovato un altro lavoro, nel mentre percepiva i soldi del congedo in Italia.  Siamo nel 2010, il dipendente avrebbe percepito il congedo da dicembre 2009 a gennaio 2011. 

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Le indagini  per accertare la presenza dell'uomo in Francia, giungono dalla stessa scuola frequentata dal figlio disabile, che ha concesso il nulla osta per l'iscrizione del minore in un istituto francese. L' azienda, avrebbe erogato al dipendente oltre 6mila euro; come ricostruito oggi in aula dai testi, l'uomo, durante il congedo, non avrebbe potuto svolgere altri lavori, ma in Francia, oltre ad avere trovato un altro impiego, avrebbe anche fatto richiesta per gli assegni familiari. Ora si dovrà aspettare la prossima udienza, il rinvio per la discussione è stato fissato al prossimo 10 luglio. 

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