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Coronavirus, sindacati accuse pesanti: "In ospedale presenza di persone ingiustificate, a rischio la salute operatori"

Documento di fuoco di Cgil, Cisl e Uil contro i vertici di alcuni ospedali umbri. "In alcuni reparti i i superiori intimerebbero al personale sanitario di non indossare le mascherine perché ‘farebbero agitare i pazienti"

Durissimo attacco dei sindacati Cgil, Cisl e Uil alle aziende sanitarie regionale e ai loro vertici in piena emergenza sanitaria coronavirus dopo l'aumento esponenziale dei contagi - oltre 70 - e il primo decesso. I sindacati hanno inviato una pec ufficiale alla Presidente della Giunta Regionale, Donatella Tesei, per denunciare "comportamenti intimidatori", la presenza ingiustificata di persone nelle strutture ospedaliere (che dovrebbero essere praticamente blindate) e il rischio per la salute dei lavoratori ad un mese dall'inizio dello stato di emergenza sanitaria. Un attacco destinato a provocare un vero e proprio terremoto politico e amministrativo nel momento peggiore. 

Ma in ballo, se le accuse sono confermate, c'è la salute degli operatori e indirettamente quella di tutti (per via del contagio aggressivo del coronavirus): “Non solo i lavoratori sono costretti ancora – scrivono Fp Cgil, Fp Cisl e Uil Fpl – nonostante sia trascorso più di un mese dall’inizio dell’emergenza sanitaria, a lavorare senza un’organizzazione efficiente ed efficace e senza adeguati dispositivi di protezione individuale ma, addirittura, ormai, i rappresentanti sindacali si sentono intimiditi da apicali delle aziende per avere segnalato prima a voce, poi per iscritto ed infine, stante l’assoluto inaccettabile silenzio delle aziende, agli organi competenti le situazioni di rischio alle quali sono sottoposti i lavoratori". 

Addirittura denunciano il mancato utilizzo delle mascherine per non spaventare i pazienti di altri reparti presenti nei vari nosocomi: "Viene segnalato, inoltre, che in alcuni casi i superiori intimerebbero al personale sanitario di non indossare le mascherine perché ‘spaventerebbero le persone’ e ‘farebbero agitare i pazienti’. Viene addirittura segnalato che all’Ospedale di Spoleto tale intimazione verrebbe fatta in modo aggressivo e ad alta voce agli infermieri impegnati nel Reparto di Oncoematologia e del Pronto Soccorso, ossia in reparti ad alto rischio, dove le mascherine tutelerebbero soprattutto i pazienti. Tutto questo è inaccettabile”.

“Risulta inoltre che – proseguono Fp Cgil, Fp Cisl e Uil Fpl – nonostante le informative date alle organizzazioni sindacali, continuano a circolare quotidianamente per gli Ospedali centinaia di persone che non dovrebbero esserci. Ribadiamo quindi la necessaria interruzione di tutte le prestazioni ambulatoriali non urgenti e dell’intramoenia. Tutto ciò appare incomprensibile considerato che non solo si sta mettendo a rischio la salute dei lavoratori ma anche delle loro famiglie e degli stessi cittadini. Se si continua così, c’è il rischio che tra poco gli Ospedali saranno svuotati di operatori, trasformati in pazienti a causa di un contagio che il datore di lavoro è tenuto a prevenire con ogni misura possibile". 

I sindacati hanno ricordato che i responsabili di certi comportamenti che violano consapevolmente le norme di legge in materia di prevenzione dei contagi, nell’attuale situazione, "possono conseguire per i responsabili la sanzione penale della reclusione fino a 12 anni o addirittura, nel caso in cui dovesse portare al decesso di più di una persona, dell’ergastolo. Il senso di responsabilità, ora, impone di proteggere i lavoratori, per garantire la continuità dei servizi e proteggere i cittadini”. Ora attendiamo la contro-replica della Regione e delle aziende ospedaliere interessate. 

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