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Scuola, mascherine e 5 in condotta: il pugno duro diventa un caso. Gli studenti: "No a regime repressivo"

Il sindacato degli studenti di Perugia interviene dopo le dichiarazioni della Preside del Volta. "Subito un incontro: sì alla collaborazione, no alla politica del terrore"

Non sono piaciute al sindacato degli studenti le dichiarazioni rilasciate dalla Preside dell'Itts Volta di Perugia, Coccia, ai media in vista della riapertura della scuola in 14 settembre che deve avvenire in sicurezza. Il Volta non è un istituto qualsiasi a Perugia e in provincia: è uno dei più grandi, dei più all'avanguardia e con più iscritti. L'incubo contagi, gli scatti in avanti e le mille indicazioni nazionali, spesso contraddittorie, sulle mascherine rischiano però di "contagiare" in negativo anche i rapporti tra direzione e studenti. Un contagio che inevitabilmente potrebbe riguardare - date le linee nazionali - tutti gli altri istituti. Ma cosa ha affermato - ancora non ci sono provvedimenti ufficiali - la Preside che recentemente è passata agli onori della cronaca per essere stata la prima ad investire in sicurezza e posizionare i banchi singoli con o senza rotelle?

In sintensi: sospensione, interrogazioni sistematiche e ripercussioni sul voto della condotta per chi non indosserà correttamente la mascherina. Insomma pugno duro in prospettiva. E questo ha provocato la reazione dell'Unione degli Studenti di Perugia che ha ribadito che con questi metodi ci si immette su una "strada sbagliata".

"La proposta - dicono dal sindacato studentesco- svilisce la scuola come luogo educativo e la trasforma in vero e proprio regime repressivo facendo del colloquio orale uno strumento di punizione. Insegnare il rispetto degli spazi pubblici, della salute altrui e della convivenza non può avvenire terrorizzando e annichilendo gli studenti con provvedimenti autoritari, bensì incentivando la responsabilizzazione e cooperazione tra studenti. Infatti la scuola deve essere un luogo sicuro, deve insegnare non il terrore ma l'audacia di autodeterminarsi in vista dell'inserimento nel tessuto sociale come cittadini attivi, senza utilizzare metodi coercitivi facendoli passare come formativi".

Il sindacato denuncia una sorta di contro-riforma silenziosa con la scusa del post-lockdown: "Quello che poteva essere l'inizio di una vera e propria riforma della scuola come la conosciamo oggi si sta invece trasformando in un pretesto per abbattere il protagonismo studentesco:non accettiamo di essere soggetti passivi, pretendiamo di essere protagonisti e di partecipare alla costruzione del rientro a scuola, proprio per questo, chiediamo a gran voce l'apertura di un tavolo di confronto con la preside Coccia". 

Ovviamente va ribadito che i vertici del Volta hanno praticamente ribadito quelle che sono un po' le linee (come sempre ancora non ufficiali) che arrivano dal ministero in fatto di sicurezza e provvedimenti. La situazione dunque rischia di essere esplosiva per tutti gli istituti superiori se non si troverà la giusta collaborazione per il ritorno in classe. Sicurezza, dialogo e buonsenso: sono queste le parole chiave che soprattutto nelle aule dovrebbero risuonare anche ai tempi del Covid.

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