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Tumore al seno, in Umbria i casi sono aumentati del 30%: ma ora si può guarire

I dati sono emersi durante la presentazione della campagna "Nastro Rosa" promossa dalla Lega italiana per la lotta contro i tumori (Lilt). Orlandi: "Per i casi urgenti e a rischio da noi mammografie in 10 giorni"

Sono in tutto 40mila le donne in Italia che ogni anno devono fare i conti con l’Alieno, come lo chiamava Oriana Fallaci. Il tumore al seno è infatti divenuto un dramma che sempre più donne devono affrontare. L’Umbria non è da meno. Negli ultimi anni è stato infatti registrato un incremento del 30% delle persone ricoverate nel reparto di oncologia a causa del cancro alla mammella .A farne le spese anche donne giovanissime. A elencare i dati, durante la presentazione della campagna "Nastro Rosa", avvenuta oggi, 29 ottobre, Antonio Rulli, presidente umbro della Lega italiana per la lotta contro i tumori (Lilt).

A spiegare invece l’efficienza della Regione Umbria in questo particolare e, allo stesso tempo, drammatico ramo della medicina, il direttore generale dell’Azienda ospedaliera di Perugia, Walter Orlandi: “Si è sempre parlato delle lunghissime liste d’attesa per un’ecografia al seno, ma nella realtà dei fatti nessuno ha mai tenuto a specificare che in casi d’urgenza ci vogliono solo 10 giorni, né uno di più né uno di meno”. Nel 2013 in Umbria sono state in tutto 250mila  le donne che si sono sottoposte a uno screening completo:  a 500 i si è risparmiato un intervento grazie all’avanguardia delle nuove tecniche mediche.

“Un appuntamento annuale” ha, invece, specifica la presidente dell’Umbria, Catiuscia Marini, “sentito e divenuto ormai immancabile”. “Un’occasione che permette di avvicinare sempre più donne a una giusta e obbligatoria prevenzione. Proprio per questo l’Umbria è la prima regione in cui è stata ampliata la fasce d’età che permette alle donne di potersi sottoporre a uno screening. Fascia che andrà dai 45 ai 75 anni, per un investimento complessivo pari a 75 milioni di euro”. Ma se l’Umbria appare già all’avanguardia rispetto alle altre regioni “c’è ancora molto da fare, concentrare tutti gli interventi all’ospedale Santa Maria della Misericordia di Perugia”. Alla fine la Governatrice, con nastro rosa in bella vista, non ha mancato di ringraziare i tanti volontari che ogni giorno aiutano donne afflitte da una malattia che sembra essere sempre meno “invincibile”.  

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