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Viaggiare in autostrada senza pagare il pedaggio: titolare e dipendente di un'azienda umbra nei guai per truffa

Rappresentante di un'azienda umbra e dipendente sono finiti a processo per truffa ai danni di Autostrade per l’Italia Spa

Accodarsi agli altri veicoli al casello autostradale,  aspettare che la sbarra si alzi e passare indisturbati senza pagare il pedaggio. Sono queste le accuse mosse a un rappresentante di un'azienda umbra e a un suo dipendente, finiti a processo con l'accusa di truffa ai danni di Autostrade per l’Italia Spa.

In particolare  il legale rappresentante dell'azienda, secondo il capo d’accusa formulato dal pm Giuseppe Saieva del tribunale di Rieti,  avrebbe istigato il dipendente della società a percorrere con il proprio veicolo vari tratti autostradali, ma senza pagare il pedaggio obbligatorio. E questo, in almeno cinque occasioni.

I fatti contestati risalgono al 2013: secondo l’impianto accusatorio formulato dalla procura di Rieti, il conducente del mezzo, una volta diretto verso le porte riservate ai possessori del telepass, si sarebbe accodato ai veicoli, “approfittando – si legge nel decreto che dispone alla citazione a giudizio – dell’apertura automatica delle sbarre sollecitata dal congegno elettronico in possesso dei conducenti dei veicoli che lo precedevano". A quel punto sarebbe passato prima dell’abbassamento della sbarra stessa, “inducendo in errore il personale addetto alla rilevazione del transito ai fini del pagamento del pedaggio, procurandosi un ingiusto profitto pari al costo dei pedaggi elusi”, con un danno alla società Autostrade per l’Italia pari a circa 400 euro. Gli episodi contestati, per l’accusa sarebbero stati commessi a Fiano Romano e in altre località (da Cesena a Benevento) dal 31 agosto all'ottobre del 2013. Oggi, al tribunale di Rieti, si è aperta una nuova udienza a carico dei due imputati (difesi dagli avvocati Dionigi e Felicetti) con l'ascolto di un testimone e si tornerà in aula a dicembre per l'escussione dei testi del pm. 

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