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Cronaca

Truffa al ristorante Faliero al lago, il fornitore “furbetto” al figlio: “Non mi rovinare”

La presunta truffa al noto ristorante Faliero, meglio conosciuto come La Maria, al lago Trasimeno, è sbarcata nuovamente in aula oggi con l’ascolto del figlio del gestore, che ha confermato di aver fatto controlli e verifiche sulla merce mancante-rispetto alla fattura da pagare- raccontando che il fornitore- oggi alla sbarra- gli avrebbe proposto 20/30 mila euro per non essere “rovinato”, consapevole comunque di aver sottratto all’attività molti più soldi. Ma i gestori decidono di andare fino in fondo, vista anche la grande delusione subita da un fornitore  di cui si fidavano ciecamente, dopo dieci anni.

I fatti risalgono a qualche anno fa. Il dipendente riforniva il locale circa due volte a settimana, avendo le chiavi della cella frigorifera entrava, lasciava gli scatoloni con la merce e consegnava la bolla ai gestori, ma qualcuno, a lungo andare, ha iniziato a capire che qualcosa non andava e così è iniziato un lungo monitoraggio della merce presente, quella che veniva scaricata  e quella inserita sulla bolla. A detta del ristorante tutte le volte c'era una differenza di 500-700 euro tra quello sulla carta (e quindi pagato) e quello realmente depositato nella cella frigorifero. Sono stati girati anche dei video per provare la presunta truffa ai loro danni. 

L’imputato-difeso dall’avvocato Fagioli- all’epoca dipendente della società di fornitura (estranea ai fatti) si è invece sempre dichiarato innocente davanti al giudice, la prossima udienza del 21 marzo vedrà sedere al banco dei testimoni un paio di testimoni, tra cui una dipendente del noto locale. La famiglia è invece rappresentata dall'avvocato Alessandro Vesi. 

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