Invade la corsia opposta e travolge una moto: sotto processo per duplice omicidio stradale

Il conducente dell'auto guidava sotto l'effetto di un farmaco. Contrasto con la compagnia assicurativa che offre una cifra ritenuta non congrua dalla figlia rimasta orfana dei genitori che viaggiavano sul motociclo

Guida sotto l’effetto di un farmaco, invade la corsia opposta travolgendo una moto e uccide conducente e passeggero. Lui finisce sotto processo per omicidio stradale e l’assicurazione fa un’offerta ritenuta non congrua dalla figlia della coppia rimasta orfana.

L’uomo, un 64enne perugino, difeso dall'avvocato Nerio Zuccaccia, il 21 settembre del 2017 “mentre era alla guida” della sua autovettura, nel percorrere la strada regionale 71 “con direzione di marcia da Città della Pieve verso Monteleone d’Orvieto” giunto “in un tratto di strada a conformazione rettilinea e pianeggiante, ad unica carreggiata ed a doppio senso di circolazione larga mt 5,95 e delimitata da banchine ad ambo i lati con segnaletica orizzontale contraddistinta da linea longitudinale continua e verticale con limite massimo di velocità pari a 70 km/ora”, nell’uscire “da una curva destrorsa, invadeva la corsia opposta di marcia, mentre dal senso opposto sopraggiungeva il motociclo” con a bordo marito e moglie “che procedeva regolarmente sul ciglio della strada”.

Secondo la Procura di Terni (il tratto di strada rientra nel territorio di competenza di quell’ufficio giudiziario), il conducente “per colpa consistita in negligenza, imprudenza e imperizia, nonché per inosservanza delle norme disciplinanti la circolazione stradale e segnatamente circolando contromano, nonché guidando in stato di alterazione psicofisica in conseguenza dell’uso di sostanze psicotrope, dovuto all’assunzione del farmaco” che provoca sonnolenza e visione doppia, così come “accertato con esame tossicologico presso il laboratorio di analisi dell’azienda ospedaliera Santa Maria di Terni” non rispettava “la segnaletica stradale ed oltrepassando la linea longitudinale continua di mezzeria, non avvedendosi del sopraggiungere del predetto motociclo, lo investiva violentemente, provocando il decesso” dei coniugi.

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L’udienza di discussione del procedimento è fissato per mercoledì 11 marzo davanti al giudice per l’udienza preliminare Barbara di Giovanannatonio con la figlia della coppia deceduta che si è costituita parte civile tramite l’avvocato Francesco Loreti. I genitori dell’uomo deceduto e i fratelli sono già stati risarciti dalle compagnie assicurative, mentre per la giovane orfana, a quasi tre anni dal sinistro in cui ha perso entrambi i genitori e qualsiasi possibilità di usufruire di pensioni e reversibilità, si è vista offrire, come danno patrimoniale, una somma che equivale alla metà di quanto guadagnava il genitore in un anno.

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