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Ferito con due coltellate e inseguito dal branco armato di mazze: rito abbreviato per gli aggressori

L'accusa è di tentato omicidio. L'episodio lo scorso maggio a Spoleto. Tre hanno scelto il rito abbreviato, incassando così uno sconto di pena. Un quarto imputato sarà giudicato con il processo ordinario

Ammessi al rito abbreviato  tre dei quattro imputati accusati del tentato omicidio di un ventenne lo scorso 2 maggio a Baiano di Spoleto, il tutto - secondo le indagini - durante una lite per banali motivi. Secondo quanto ricostruito dalle indagini, durante una discussione legata alla presenza di un cane non custodito e una presunta offesa diretta alla fidanzata di uno dei quattro imputati - che ha scelto il rito ordinario - uno di loro avrebbe sferrato due fendenti al 20enne, colpendolo al braccio sinistro e al costato. Dopo l'accoltellamento la vittima  sarebbe stata  inseguita dagli altri coinvolti, armati di mazze. 

I tre imputati dovranno comparire dinanzi al gup Amodeo il 12 febbraio per la discussione del rito abbreviato mentre, come detto, un quarto imputato - colui che materialmente avrebbe sferrato i due fendenti - sarà giudicato con il processo ordinario. Per tutti era stato avanzato il decreto di giudizio immediato. 

Un episodio, quello accaduto vicino a una Parrocchia lo scorso maggio, che aveva portato inizialmente ad emettere nei loro confronti tre ordinanze di custodia cautelare in carcere e una ai domiciliari. Il ventenne rimasto vittima dell'aggressione, durante il ricoverato all'ospedale di Spoleto era sottoposto a un intervento chirurgico di "emo - pneumotorace". Sciolta dopo pochi giorni la prognosi riservata, i medici avevano giudicato guaribili le ferite in 40 giorni. 

Scattate subito le indagini per trovare gli aggressori, i militari dell'Arma, coordinati dal sostituto procuratore Elisa Iacone, avevano individuato quattro persone, tutte residenti dello spoletino, di 36, 34, 25 e 18 anni.  Gli imputati sono difesi dagli avvocati: Francesco Mattiangeli, Marco Bellingacci, Gaetano Puma e Patrizia Marziani. Alcuni di loro hanno chiesto di poter accedere a riti alternativi.

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