Ponte Felcino, ladro colpito da un proiettile mortale: la dinamica resta un mistero

Si torna nei luoghi della sparatoria di Ponte Felcino, dove Eduart Kozi, uno dei ladri che ha preso parte all’assalto della tabaccheria in via Messina la notte del 4 ottobre, è stato raggiunto da un proiettile alla testa

Si torna nei luoghi della sparatoria di Ponte Felcino, dove Eduart Kozi, uno dei ladri che ha preso parte all’assalto della tabaccheria in via Messina la notte del 4 ottobre, è stato raggiunto da un proiettile alla testa. Il sopralluogo è stato effettuato da un pool tra investigatori, consulenti balistici e avvocati difensori dei due carabinieri e della guardia giurata iscritti nel registro degli indagati con l’ipotesi di reato di omicidio colposo determinato dall’eccesso colposo di legittima difesa.

I sopralluoghi sono stati effettuati per comprendere dove si trovasse l’auto dei rapinatori rispetto alla tabaccheria e se vi fossero sull’asfalto delle abrasioni prodotte da colpi di rimbalzo; queste ultime tracce non sono però state rinvenute, se non piccoli frammenti di vetro. Il sopralluogo è stato compiuto nell'ambito degli accertamenti tecnici irripetibili disposti dalla procura per cercare di comporre il puzzle e stabilire chi abbia esploso il proiettile che ha colpito la nuca di Kozi. 

I sopralluoghi – a cui hanno partecipato il perito balistico della procura Emilio Galeazzi, il consulente nominato dai familiari di Eduard Kozi - Martino Farneti – e i difensori degli indagati, gli avvocati Nicola Di Mario e Alessandro Vesi, sono continuati in prossimità della vecchia stazione di Ponte Felcino. Ulteriori elementi utili alle indagini saranno  il deposito delle conclusioni dell’anatomopatologo e e la relazione balistica del perito Galeazzi. 

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