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Sentenza shock, la Cassazione assolve Amanda Knox e Raffaele Sollecito

Dopo una lunga camera di consiglio i giudici della Cassazione hanno scelto di assolvere Amanda Knox e Raffaele Sollecito, i due ex fidanzati accusati della morte di Meredith Kercher

La Cassazione ha accolto il ricorso presentato dalle difese di Raffaele Sollecito e Amanda Knox. I due giovani sono stati assolti per assenza di prove per l’omicidio di Meredith Kercher. Una decisione che arriva dopo otto lunghi anni e che annulla di fatto la sentenza di condanna decretata dalla Corte d’Appello bis di Firenze. Sollecito ha ascoltato il verdetto nella propria casa in Puglia. Condannata Amanda a tre anni per calunnia (pena già scontata)

Reazione Sollecito - "Finalmente posso riprendermi la mia vita": e'' quanto ha detto Raffaele Sollecito dopo aver appreso della sua assoluzione nel processo Meredith.  "Sono ancora incredulo", ha aggiunto. "Finalmente non dovro'' piu'' occuparmi di carte giudiziarie e posso tornare alla normalita''". 

Reazione padre "E' finita... e' finita...": Francesco Sollecito ha accolto in lacrime la sentenza della Cassazione. "Stiamo piangendo di gioia" e' riuscito solo ad aggiungere. Francesco Sollecito ha atteso con il figlio la sentenza.

Reazione avvocato Bongiorno "Era pacifico che Raffaele fosse innocente e questa sezione della Cassazione della Raffaele può tornare a riprendersi la sua vita". Questo il primo commento di Giulia Mezzogiorno dopo l'assoluzione.

Reazione difensore legale famiglia Kercher - "Penso che questa sentenza rappresenti una sconfitta per la giustizia italiana. Non e' stata raggiunta la prova, o almeno cosi' ci hanno detto i giudici, e non ha un nome chi era in compagnia di Rudy Guede (l'ivoriano condannato a 16 anni di reclusione, ndr)". Lo ha detto l'avvocato Francesco Maresca, legale di parte civile della famiglia Kercher, commentando la sentenza dei giudici della V sezione penale di Cassazione. 

Il procuratore Mario Pinelli, durante la sua requisitoria aveva chiesto la conferma della condanna per i due ex fidanzati, concordando con la tesi accusatoria. Per il procuratore "Amanda e Raffaele, dopo aver ucciso Meredith, rimasero fuori dall'abitazione di via della Pergola, stazionarono all'esterno senza chiamare i carabinieri. I due tergiversarono e si attivarono solo nel momento in cui furono costretti a farlo, cioè quando ci fu l'arrivo inaspettato della polizia. La prima telefonata fu alla sorella di Sollecito, anziché al 112 come avrebbe dovuto essere".

Diversa la versione di quella notte per il legale dello studente pugliese, Giulia Bongiorno: “Raffaele Sollecito è come Forrest Gump: è un puro coinvolto in cose enormi, senza rendersene conto, e a cui capitano addosso cose pesanti come la condanna a 25 anni di reclusione che chiedo di annullare".  

Prove deboli – Attacca duro il noto legale durante la propria arringa difensiva: "L'approccio della sentenza fiorentina con le prove genetiche sul gancetto e sul coltellaccio è fuorviante e anacronistico. La sentenza ammette che non vi è la prova certa della presenza del dna di Sollecito sul gancetto. I protocolli internazionali dei prelievi e degli esami, infatti, non sono stati rispettati".  "Contro Raffaele - ha poi affermato Giulia Bongiorno - è stato usato un metodo 'sospettocentrico' perchè la prova del dna è stata fatta solo per cercare la sua traccia e non quella delle tante altre persone che frequentavano la casa di via della Pergola, tra le quali Giacomo Silenzi".

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