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Scuola di scultura e centro di ricerca, l'innovativo progetto italiano nel cuore dell'Umbria

Una antica segheria dei primi anni del secolo scorso, immersa in una cava di oltre 7000 mq sopra la valle del Tescio ad Assisi, confinante con la Rocca Maggiore, è ad oggi un centro di ricerca italiana sull'uso dei materiali e sullo studio della pietra, in particolare il marmo, di cui gli scultori Matteo Peducci e Mattia Savini, ne portano avanti l'antichissima testimonianza tutta italiana, che ha reso la scuola dell'arte un lascito prezioso nel mondo. La antica struttura, riadattata a laboratorio, centro di ricerca sulle tecniche e sui materiali, vanta anche un primato; il primo tentativo di portare nella nostra regione, una vera e propria scuola di scultura. Il progetto, iniziato nel 2013, vede oggi un'attenzione del mondo accademico e della committenza privata e pubblica (stanno realizzando in questo momento un'opera per la Chiesa di San Rufino ad Assisi) che sta gettando orizzonti nuovi sull'istanze dell'arte contemporanea; in particolare, il centro vanta una collaborazione con la prestigiosa Università "Normale" di Pisa.

Ci accolgono nella loro casa-laboratorio-dimora, fra mezzi busti in gesso e quintali di roccia pronti ad essere lavorati da sapienti mani; la polvere del marmo, in fase di lavorazione, immerge il visitatore in un antico dagherrotipo sepolto fra gli eco del tempo e tutto sembra assurgere a quell'etica di lavoro che ha trovato plauso nelle botteghe d'arte di rinascimentale memoria. Qui si ha la possibilità di assistere alla fase dell'intera lavorazione che soggiace ad ogni opera compiuta, dalla fase progettuale, allo stampo in creta fino al lento scolpire il marmo, é un po' come "ri-prendersi" il tempo, riadattarlo ad una dimensione moderna che ad oggi sembra volerlo sconfiggere.

Gli scultori, entrambi provenienti dalla celebre Accademia di Carrara, dopo 12 anni spesi a lavorare in Italia e nel mondo (hanno realizzato, tra le altre, opere per il re della Tahilandia) e collaborazioni importanti-da Cattelan a Penone fino a Jan Frabe- hanno iniziato un cammino volto ad indagare le possibilità della materia. Dalla visione iperrealista che ha permesso di poter rendere visivamente il marmo come carta, polistirolo, legno o plastica, fino alla collaborazione iniziata nel 2014 con il centro di Ricerche dell'Università Normale di Pisa sullo sviluppo di nuove tecnologie per i processi “galvanoplastica”, il progetto di Affiliati Peducci-Savini sta diventando un punto di riferimento importante, in Italia e in Europa, sulla visione della scultura incentrata sull' indagine e sulla sperimentazione, scienza ed estetica, a cavallo fra passato e futuro.

"Qui in Umbria - spiega Peducci- abbiamo trovato una condizione ideale per poter sviluppare un progetto innovativo sia come scuola, che come centro di ricerca sull'arte, riadattando un luogo ed uno spazio caduti nell'abbandono e nel disuso. Da Carrara ci facciamo arrivare il pregiato marmo, le cui caratteristiche peculiari, ben si adattano ad un certo tecnicismo che ha fatto scuola nel mondo e che intendiamo tramandare. Il nostro mestiere, inoltre, prevede una squadra -proseguono gli scultori - dai tecnici della modellatura della creta, al tecnico della lucidatura, solo per fare qualche esempio- da qui l'esigenza di formare delle vere e proprie figure professionali sia da inserire all'interno del nostro team-sia a cui tramandare il valore dell'artigianalità italiana, una eccellenza che non si esaurisce con l'opera compiuta, ma che prevede ruoli precisi e gente preparata. Una vera e propria scuola dei mestieri della scultura”.

Come centro di ricerca-continua Peducci- stiamo portando avanti tecniche e studi; dalla ricerca e sviluppo sul metodo di Elettroscultura e Galvanoplastica (un processo elettrochimico che investighiamo con la scultura) con cui abbiamo realizzato piccole opere in metallo, fino allo studio sui materiali geopolimeri; dal 2014 collaboriamo con l'Università Normale di Pisa ; in particolare con il prof. Ciardelli (Chimico macromolecolare) con cui stiamo mettendo a punto un brevetto per realizzare gomme siliconiche conduttive elettricamente per i processi di elettroscultura, cioè per far crescere, all'interno di questi stampi, del metallo ed ottenere così, delle sculture con il metallo generato da questo sistema. Quello che ci preme, come scultori oggi inseriti in un contesto in cui l'arte contemporanea sta perdendo di senso e di utilità,è allargare le vedute, come si faceva in passato, recuperando quel valore che rendeva l'arte ancora indispensabile".

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