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Pallotta, muore dopo brutale aggressione: scippatore killer alla sbarra

Il gup ha accolto le costituzioni di parte civile del Comune di Perugia, della sorella e del figlio della vittima. Rigettata l'integrazione di una nuova perizia sul 39enne marocchino

Sarà giudicato con il rito abbreviato “secco”, il marocchino 39enne accusato di tentata rapina e omicidio preterintenzionale. Era il 4 ottobre del 2015 quando, in via della Pallotta, il pensionato Loredano Maranini fu vittima di uno scippo mortale; un episodio drammatico che scosse non solo la famiglia, ma l’intera comunità. Le complesse  indagini portarono all’identificazione di un 39enne nordafricano,  bloccato a Parma e arrestato. L' incidente probatorio sul Dna dell'aggressore, accertò compatibilità su quello estrapolato dalla bretella del borsello della vittima. 

Muore dopo essere stato scippato: addio a Loredano Maranini

Oggi in udienza preliminare il gup Alberto Avenoso ha rigettato la richiesta di rito abbreviato condizionato da perizia avanzata dalla difesa (avvocato Laura Ferraboschi), in quanto già all'esito di un'altra perizia psichiatrica nel 2016, si accertò la capacità di intendere e di volere dell'imputato. La discussione è stata fissata al 12 maggio.

Accolte le richieste di parte civile. Il giudice ha accolto la richiesta di costituzione di parte civile del Comune di Perugia (avvocato Pietro Giovannini), di Loredana Maranini,  sorella della vittima (avvocato Giusi Mazziotta) e del figlio Marco (avvocato Elena Cristofori). 

“La costituzione di parte civile del Comune intende essere un segnale di vicinanza alla famiglia Maranini e a tutta la comunità perugina, nel ruolo che spetta all’Amministrazione di tutela dell’incolumità pubblica e della sicurezza urbana, di lotta alla criminalità e all’illegalità". 

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