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"La sua chiesa verrà distrutta", e per lo scherzo al prete finisce a processo

Il giovane, all'epoca dei fatti 18enne, fu accusato di minacce aggravate. Oggi la vicenda si è conclusa con una assoluzione

Una "goliardata", un gioco stupido, ma dalle serie conseguenze penali. Per uno scherzo al prete, un giovane 18enne residente in Altotevere, è  finito a processo per minacce aggravate. Tutto ha inizio nel 2012, durante una festa di compleanno. Un gruppo di ragazzi sta festeggiando il 18esimo di un amico quando, ad un tratto, decidono di "colorare" la serata con gli scherzi telefonici.

A rispondere all'altro capo del telefono però c'è un parroco, terrorizzato non appena qualcuno pronuncia le seguenti parole: "Abbiamo deciso che la sua chiesa verrà distrutta" per poi riagganciare. Ridono, per loro è stato solo un "gioco", uno "scherzo", senza sapere che da lì a breve partirà una denuncia per la minaccia appena subita. Dai tabulati emergerà che il numero dal quale è partita la chiamata, è a nome dell'imputato, con conseguente apertura delle indagini e un procedimento penale a carico per l'accusa di minacce aggravate formulata dal pm Manuela Comodi.

Dopo il fattaccio, il giovane è andato personalmente a chiedere scusa al parroco, a cui è seguita una lettera per spiegare come l'insulso gesto, sia stato spinto da uno scherzo tra amici. Oggi, in fase di dibattimento, il giudice Loschi ha assolto l'imputato - difeso dall'avvocato Michele Iacomi - per "non doversi procedere". Al giovane intanto lo "scherzo" è costato 5 anni di processo. 

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