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INVIATO CITTADINO San Francesco al Prato, è ora di togliere quell'orrore

Complesso monumentale di San Francesco al Prato, Oratorio di San Bernardino, fatto costruire dai priori per onorare il nome e la memoria del santo da Siena che tuonò contro i vizi perugini. Vengono da tutto il mondo per effigiare il capolavoro di Agostino di Duccio che ha realizzato sculture così leggere da sembrare un  dipinto.

Sulla facciata spicca la scritta “AUGUSTA PERUSIA MCCCCLXI” (1461). Purtroppo la splendida vista è inquinata dalla presenza di un residuo legato ad altra data fatidica: il 1416 e relativa rievocazione. Si tratta di una struttura lignea imbottita di paglia: costituiva il tirassegno al giavellotto sul quale si sono esercitati i valorosi neo guerrieri perugini, acquartierati nell’accampamento costruito su  quel prato.

Da tempo si chiede di togliere quell’ingombrante e inutile residuo. Lo chiedono i religiosi che celebrano i matrimoni nell’antico oratorio. Infatti i fotografi si dannano per escludere dall’inquadratura quel tamburlano. Stamane, un mezzo del Comune di Perugia si è  fermato in zona e alcuni operatori sono scesi ad osservare quell’oggetto. Pareva giunto l’agognato momento della rimozione. Ma così non  è stato. Almeno fino al momento della pubblicazione di questo servizio.

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