Domenica, 19 Settembre 2021
Cronaca

Pugno duro del questore di Perugia: altri due Daspo urbani per rissa e minacce

Le misure sono state emesse a seguito di due distinti episodi: uno verificatosi lo scorso 22 maggio a San Mariano di Corciano, l'altro il 14 giugno in centro storico a Perugia

Daspo urbano per altri due partecipanti a due distinte risse, una avvenuta il 22 maggio a San Mariano di Corciano e l'altra il 14 giugno in centro storico a Perugia.

Il questore di Perugia Antonio Sbordone ha emesso 2 provvedimenti di divieto di accesso ai pubblici esercizi o ai locali di pubblico trattenimento, nonché lo stazionamento nelle immediate vicinanze degli stessi uno per 1 anno e il secondo per 2 anni.

Un cittadino algerino, classe '68 ha discusso davanti ad un locale di corso Vannucci con un altro soggetto. I due si sono picchiati e il secondo ha avuto la peggio, riportanto delle lesioni. Lo straniero particolarmente agitato arrivava a minacciare di morte il contendente, affermando tra l’altro "ho la pistola e ti sparo ovunque ti trovo". Si rendeva necessario l’intervento degli operatori del posto fisso di Polizia di piazza Danti e di personale della Polizia municipale. Gli operatori riuscivano a sedare lo scontro e dopo una perquisizione alla ricerca di armi che tuttavia si concludeva con esito negativo, provvedevano ad identificare e successivamente a denunciare lo straniero per i reati di minacce gravi e percosse. Il provvedimento veniva emesso per la durata di 1 anno.

Il secondo episodio è avvenuto a San Mariano di Corciano nei pressi di un altro locale ove un giovane veniva ferito da un cittadino tunisino classe ’83 mediante l’impiego di un coltello. Lo straniero veniva denunciato per il reato di lesioni aggravate. Il provvedimento veniva emesso per la durata di 2 anni.

I provvedimenti di divieto di accesso e avvicinamento ai locali sono misure di prevenzione di competenza dell’Autorità Provinciale di Pubblica Sicurezza rientrante nelle categorie di “divieto di accesso ad aree urbane (denominati DACUR), la cui disciplina è stata modificata nel 2020 all’indomani dei tragici fatti che portarono alla morte del ventiduenne Willy Monteiro Duarte. La violazione del provvedimento è punita con la reclusione da sei mesi a due anni e la multa da 8.000 a 20.000 euro.

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