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L'odissea di una giovane: minacciata, sfruttata e costretta dal padre a prostituirsi

Operazione "Pretty Woman" a Spoleto, i carabinieri hanno arrestato tre persone, tra cui il padre della giovane vittima, affetta da problemi cognitivi e costretta a vendere il suo corpo

Una storia raccapricciante- fatta di sfruttamento e violenza- quella portata a galla dopo una complessa indagine dai militari del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Spoleto. Al centro dell'amara vicenda, una giovane 26enne costretta a prostituirsi dal suo stesso padre e da un complice, con cui la ragazza aveva una relazione affettiva. I carabinieri, coordinati dalla Procura della Repubblica di Spoleto,  hanno dato esecuzione a tre ordinanze di custodia cautelare, delle quali due in carcere ed una agli arresti domiciliari, emesse dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Spoleto, nei confronti di tre uomini ritenuti responsabili, a vario titolo, di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione. 

L'indagine, avviata nell'agosto del 2016, è partita in seguito al monitoraggio di una 26enne di origine spoletina che veniva spesso vista in attesa, in alcuni punti del centro cittadino, e avvicinata da numerosi uomini che la facevano salire in auto per poi allontanarsi e fermarsi nelle zone boschive dell’hinterland spoletino o in albergo situato all’ingresso della città. Ma è con il successivo sviluppo delle attività investigatice che è emerso il perverso contesto in cui veniva coinvolta la ragazza (peraltro già in cura perché affetta da grave deficit cognitivo), costretta a prostituirsi giornalmente sia dal padre che da un secondo uomo di origini rumene, per il quale la 26enne  provava un forte sentimento di amore.

Il padre, abusando delle condizioni di infermità e minorazione psichica della figlia, l'avrebbe quindi costretta, anche con la minaccia di cacciarla di casa, a prostituirsi con un numero indeterminato di clienti; la controllava e si appropriava dei soldi che talvolta riceveva direttamente dal cliente di turno che lui stesso aveva provveduto a procacciare. Il cittadino rumeno invece, sfruttando il sentimento che la ragazza nutriva nei suoi confronti, l'avrebbe ricattata di lasciarla qualora non avesse guadagnato almeno centro euro al giorno. Soldi questi, puntualmente pretesi dal rumeno ogni sera. Per accrescere il giro di clienti, l'uomo pubblicava annunci erotici su internet e nel giro di qualche tempo i due aguzzini sarebbero riusciti a creare una rete di almeno  80 clienti, non solo locali, con guadagni di circa 200 euro al giorno. 

A finire nel mirino della giustizia, anche il gestore di un albergo cittadino che abitualmente tollerava la presenza della ragazza. Non la registrava mentre la vittima era costretta ad intrattenere gli occasionali clienti all’interno delle camere della struttura ricettiva. Alla luce dei probanti elementi raccolti, all'uomo è stata così applicata un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari.

L’intuizione investigativa dei carabinieri supportata e coordinata dalla Procura della Repubblica di Spoleto ha permesso, da un lato, di troncare l’aberrante reato di sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione, aggravato dalla  circostanza che uno dei coinvolti è il padre della vittima, dalle minacce cui la stessa è stata sottoposta e dall’aver approfittato del suo  stato di infermità o minorazione psichica, dall’altro di restituire  dignità ad una giovane ragazza affinché possa reinserirsi in un sano tessuto sociale.

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