La cattiva fama di Perugia, le Proloco schierate con Boccali: "Siamo una città perbene"

L'appello del sindaco per l'unità contro gli attacchi dei media all'immagine del capoluogo non sta decollando come si attendeva, ma incassa l'appoggio delle Proloco che sono il motore sociale dei territori....

La grande mobilitazione per tutelare Perugia dalla brutta fama, dopo i troppi fatti di cronaca nera, per il momento non c'è stata. L'appelo era stato lanciato dal sindaco Boccali, durante l'annuncio di querele ad un giornalista di Panorama dopo l'omicidio di via Ricci, per ripristinare, a suo dire, la verità sulla qualità della vita nel capoluogo umbro. A parte un editoriale del quotidiano La Nazione - citato con orgoglio dal primo cittadino in conferenza stampa -, è arrivata per il momento soltanto l'adesione delle Proloco che, comunque, rappresentano un punto di riferimento importante per la vita sociale e politica dei territori perugini. I vertici si sono decisamente schierati con Boccali senza se e senza ma.

"Vogliamo testimoniare al Sindaco di Perugia, Wladimiro Boccali – si legge nella nota firmata dal Presidente dell’UNPLI del perugino, Antonio Pucci - tutta la nostra vicinanza e comprensione in merito ai recenti fatti che hanno visto la città di Perugia ritratta dai media nazionali con terminologie fortemente negative ed ingiuriose". 

Le Pro Loco ammettono che però la situazione si è fatta via,via difficile: "Non possiamo negare come negli ultimi anni Perugia sia cambiata, come non possiamo far finta di niente rispetto ai fatti di cronaca che quotidianamente viviamo. Criminalità, droga e crisi economica hanno colpito la nostra città, ma non più di quanto è accaduto in altre parti d'Italia o anche d'Europa. Perugia con la sua indole cosmopolita, con le sue strutture educative aperte a diverse culture, è chiaramente più soggetta ad ospitare certe problematiche, ma non può e non deve pagare in eterno "il caso Meredith" o ricevere una connotazione negativa solo per il numero di stranieri, magari riconducibili a paesi più arretrati economicamente, che frequentano le vie del centro e qualche quartiere della prima periferia. Abbiamo letto con grande attenzione la presa di posizione del Sindaco rispetto a certi attacchi mediatici, riuscendo anche a cogliere una sorta di appello fatto proprio a noi che operiamo sul territorio. Senza alcuna presunzione, ci sentiamo di conoscere Perugia meglio di quanto non la conosca Abbate o qualsiasi altro operatore della comunicazione che raccoglie fatti ed emette sentenze. Siamo consapevoli, perché le viviamo da vicino, che la nostra città ha tante risorse ed aspetti positivi da evidenziare, a cominciare dalle organizzazioni sociali e di volontariato che hanno assunto e stanno assumendo un ruolo sempre più importante".

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