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L'attacco del parroco di Ponte D'Oddi: "Troppi incidenti, cari fedeli firmate la petizione"

L'appello del parroco è stato prontamente raccolto e i fedeli, documento alla mano, fanno la fila per aggiungere il proprio nome alla sottoscrizione che fila a tutta birra. Ecco di cosa si tratta

Chiesa di San Giovanni apostolo, in Ponte d’Oddi. Il mite parroco don Francesco tuona perentoriamente dall’altare contro i “deficienti” che mettono a rischio il prossimo con manovre spericolate e irresponsabili. E invita i fedeli a firmare la sottoscrizione, promossa dalle associazioni di quartiere, per la realizzazione di una rotatoria in prossimità della chiesa.

È la prima volta che si sente il francescano usare termini così robusti e pronunciare giudizi tanto sferzanti. Anche se don Francesco non rifugge, sia nel privato che nelle omelie, da un linguaggio franco e spesso improntato all’antropologia del “dónca”. Racconta stamattina (alla messa domenicale delle 8:30) che, proprio nella giornata di sabato, il “solito deficiente irresponsabile”, sorpassando la fila di vetture ferme al semaforo, gli ha tagliato la strada mentre voltava verso la chiesa. C’è mancato un pelo: forse ci ha messo una mano qualcuno… da lassù!

E dire che, anche recentemente, per evitare l’impatto, ben due auto sono finite nel campo sottostante: una signora con due bambine a bordo e la moglie di uno dei coadiutori parrocchiali. E ne sono uscite con danni fisici non da poco. Insomma: la situazione è insostenibile sotto il profilo della maleducazione stradale e civile. Ma quell’intersezione è inaccettabilmente perniciosa. Si sbrighi, dunque, il Comune a togliere di mezzo quei semafori che lampeggiano a vuoto: il rispetto del significato dei colori è diventato un optional.

Mettere a rischio l’incolumità delle persone è qualcosa di inammissibile, specie quando la soluzione è a portata di mano e non richiede nemmeno investimenti di grande entità. L’appello del parroco è stato prontamente raccolto e i fedeli, documento alla mano, fanno la fila per aggiungere il proprio nome alla sottoscrizione che fila a tutta birra.

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