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Emergenza caldo e afa, raffica di telefonate al 118 di Perugia

"In nessun caso c'è stato bisogno del soccorso dell'autoambulanza - puntualizza il dottor Mario Capruzzi responsabile del 118 regionale -, perché si è trattato di disagi legati alle alte temperature, più che di malori veri e propri"

Una telefonata aiuta a gestire le conseguenze dell'afa. Sono state una decina le chiamate pervenute alla centrale del 118 di Perugia nel corso della giornata di lunedì 20 luglio con richieste di vario genere, ma essenzialmente limitate a consigli su come tenere sotto controllo il caldo. A contattare gli operatori sanitari sono stati indifferentemente cittadini anziani o familiari preoccupati per qualche aggravamento delle condizioni del proprio congiunto.


"In nessun caso c'è stato bisogno del soccorso dell'autoambulanza - puntualizza il dottor Mario Capruzzi responsabile del 118 regionale -, perché si è trattato di disagi legati alle alte temperature, più che di malori veri e propri". Il personale della centrale è in grado, sulla base di esperienza e corsi di formazione, di gestire qualsiasi emergenza, inquadrando in poco tempo la situazione rappresentata da chi ha composto il numero. "A volte – spiega il dottor Capruzzi all'ufficio stampa dell'Azienda Ospedaliera di Perugia -  bastano poche domande per accertare se è sufficiente dare dei consigli o inviare i soccorsi, presupposto essenziale è avere la collaborazione dei cittadini ". In questo periodo di svuotamento delle città, sono frequenti anche le telefonate di persone che vivono da sole e che avvertono la necessità di sentire una voce amica dall'altro capo del telefono, magari per ricevere una valutazione sulla propria pressione arteriosa o sul valore della glicemia.

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