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Perugia, il lato oscuro dell'associazionismo: debiti, regolamenti violati e controlli leggeri

La denuncia del Movimento 5Stelle in Comune: una associazione su tre non paga, regolamento violato più volte e scelte poco chiare

Non molla la presa. Anzi, scava più a fondo. Il Movimento 5Stelle del Comune di Perugia “prosegue l’analisi sull’utilizzo del patrimonio pubblico comunale, dato in assegnazione alle associazioni, spesso in violazione del Regolamento comunale, senza alcuna previa istruttoria della Commissione tecnica, che avrebbe dovuto valutare tutti i requisiti contemplati dal Regolamento stesso”. Un Regolamento, “quello del 1996, molto preciso ed equo, che garantiva tutte le associazioni, in termini di accesso e trasparenza”.
 

E, sorpresa, salta fuori di tutto. Dai debiti alle mancanze. Andiamo con ordine. A parlare per tutti i pentastellati di Palazzo dei Priori è Cristina Rosetti: “In tutti questi anni, nonostante le assegnazioni delle sedi siano state fatte, in taluni casi, addirittura alla fine degli anni ’80 – spiega il consigliere - , l’Amministrazione non ha mai effettuato alcun controllo sulla permanenza dei requisiti, comprese le “sub-locazioni”, ovviamente vietate dal Regolamento, e la disponibilità in capo alle associazioni di altre sedi idonee allo svolgimento dell’attività”. E già qui, dallo scavo archeologico nel Movimento 5Stelle, saltano fuori “reperti interessanti”. Finita qui? Neanche per sogno. Ancora la Rosetti: “Ma la ciliegina sulla torta è data dalle morosità nel pagamento di canoni o utenze, ad oggi consistenti, che riguardano più di un terzo delle associazioni assegnatarie delle sedi, per una somma complessiva, dovuta al Comune, di quasi 75 mila euro”. Sì, 75mila euro di debiti. E una associazione su tre che non paga.

Spazio, a questo punto, alla nota politica: “Peraltro, in molti casi – sottolineano i grillini - , in particolare per le morosità più consistenti, le diffide del Comune di Perugia, sono partite solamente a seguito del nostro accesso atti (risalente al 13 gennaio 2016), in cui chiedevamo, tra le altre cose, di conoscere la situazione della morosità. Diffide partite il 15 o 16 febbraio 2016, a ridosso del riscontro dell’accesso atti”.

E andiamo avanti. Perché la Rosetti e i pentastellati tirano fuori i numeri. “E ciò che stupisce ulteriormente è che, in taluni casi, le morosità sui canoni definiti dai contratti di comodato si sono accumulate in anni di mancati pagamenti, dagli otto di un’associazione ubicata in Via Podiani, 11, che fruisce di uno spazio di 190 metri quadri, per un canone annuo di circa 1.378 euro, e che ha una morosità di ben 8.978 euro, ai tre anni di un’altra associazione di volontario sita in Via Vico, che fruisce di uno spazio di 140 metri quadri, al costo di circa 3.100 euro annui. A queste, si aggiunge un’associazione di Balanzano, assegnataria, dal 2014, di uno spazio, la quale non ha proprio mai pagato”.

Lo scavo archeologico dei grillini nei meandri del variopinto mondo dell'associazionismo a Perugia ha ancora qualcosa da portare alla luce. Qualche esempio? Eccoli: “Le associazioni maggiormente morose risultano quelle con i bilanci più floridi e con altrettanto floridi conti correnti. Si va da un totale ricavi di 541mila euro e conti correnti per oltre 17 mila euro, a ricavi per oltre 35mila euro e disponibilità liquide per oltre 21mila euro. I dati sono riferiti al 2013, non avendo il Comune aggiornato al 2014, né tanto meno al 2015, la situazione. E pensare che tra i morosi  figura un’associazione che ha goduto in questi ultimi 15 anni (1999-2015) di contributi per servizi resi, a vario titolo, all’Amministrazione, per oltre 3 milioni e duecento mila euro. Peraltro, stante che l’agevolazione relativa al canone praticato alle associazioni ha un senso sulla base dell’attività concretamente svolta e dell’utilità dei servizi offerti dalle associazioni, il Comune di Perugia, in questi anni, non ha ritenuto neppure di acquisire la relazione sull’attività svolta dalle associazioni assegnatarie, salvo rare eccezioni”.

Traduzione: “Si continua, pertanto, a violare, bellamente, il Regolamento del 1996, il quale dispone, giustamente, che ogni anno le associazioni, entro il mese di marzo, presentino la dichiarazione aggiornata del numero dei soci (mancante per tutte le associazioni), il rendiconto approvato e il bilancio preventivo, la relazione dettagliata delle attività svolte e di quelle programmate ed eventuali modificazioni dello Statuto, oltre la dichiarazione di non disporre di altri spazi idonei. Entro il mese del maggio successivo, la Commissione tecnica, composta dai dirigenti dei diversi settori, dovrebbe riunirsi per verificare la permanenza dei requisiti dell’assegnazione, in base alla documentazione prodotta. Ciò non è mai avvenuto con la precedente Amministrazione, né con la Giunta Romizi. Inoltre, il Regolamento prevedeva l’istituzione del Forum delle Associazioni, ovviamente, mai costituito”.

Alla fine, però, la politica torna sempre. Eccola fare capolino alla fine della disamina dei grillini: “Dal 2013 al 2016, quarantuno circa sono le associazioni che hanno fatto richiesta di una sede e alle quali non è stato dato riscontro o è stato dato riscontro negativo. Ci chiediamo il perché di una politica che ha voluto accogliere alcune associazioni ed escluderne altre, visto che il Regolamento prevede che non possa essere assegnato più di uno spazio ad associazione - altra norma che risulta, peraltro, essere stata violata – finché non risultino soddisfatte tutte le richieste.  E ci chiediamo il perché dell’assenza totale, persistente di una politica per l’associazionismo, tutto, e con l’associazionismo, tutto. Ma la domanda suonerà a molti retorica”. Prima di chiudere lo scavo, però, il Movimento 5Stelle dovrebbe fornire anche i nomi, oltre ai numeri. La verità, a differenza del grigio, non ammette sfumature.

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