Cronaca

La rete di orchi insospettabili a caccia di bambini: foto e video raccapriccianti scambiati via social

Gli agenti hanno ricostruito la rete di contatti che si estendeva a otto regioni italiane, tra cui anche l'Umbria

Negli appetiti di pedofili senza scrupoli c’erano anche i bambini che giocavano sul bagnasciuga del litorale toscano. Immagini rubate, all’insaputa loro e dei genitori che poi venivano scambiate via Facebook da un gruppo ora accusato di trafficare materiale pedopornografico non solo in Italia, ma anche all’estero.

Le indagini – come riportato dai colleghi di FirenzeToday - sono partite il novembre scorso dopo una segnalazione della National Center for Missing Exploited Children (NCMEC), un'organizzazione non governativa statunitense che si occupa del contrasto alla diffusione di materiale pedopornografico.

Gli agenti hanno ricostruito la rete di contatti che si estendeva a otto regioni italiane: Abruzzo, Campania, Lazio, Lombardia, Marche, Umbria, Sicilia e Toscana, portando a 12 denunce. Diagramma che si estendeva anche fuori dai confini nazionali fino a sfociare in Egitto, Marocco, Tunisia, Filippine, Portogallo, Stati Uniti, Guatemala e Panama. Sullo sviluppo dell'indagine, il filone estero appunto, la polizia italiana starebbe lavorando con gli omologhi degli altri paesi per ulteriori accertamenti.

In manette sono finiti un 48enne fiorentino e un siciliano mentre le denunce, come detto, sono 12 in varie regioni d’Italia. Sono almeno tre i minori adescati via social, mentre molti degli indagati avrebbero utilizzato falsi account su facebook per mettersi in contatto con potenziali vittime. Il profilo dei soggetti coinvolti in Italia è tutt'altro che omogeneo. Si parte dallo studente di 19 anni, al disoccupato, al pensionato ultrasettantenne e il dipendente pubblico fino all'agente finanziario.

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