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Nuova Ztl, Legambiente spara a zero sulla giunta Romizi: "State improvvisando"

La “nuova” Ztl per il centro storico di Perugia? Legambiente dice no e spara a zero sulla giunta Romizi, colpevole di “improvvisare” e di “scegliere soluzioni anacronistiche e in assurda controtendenza con le scelte dei maggiori capoluoghi italiani”. Legambiente non ci sta: “A Perugia si decide di ridurre “sperimentalmente per un anno” la già risicata zona a traffico limitato, aprendo le strade del suo bellissimo centro storico al transito e, grazie a una sostanziale mancanza di controlli e tolleranze varie, al parcheggio selvaggio delle auto”.

L'attacco alla giunta Romizi va avanti: “La logica, ci raccontano, dovrebbe essere favorire le attività commerciali dell’urbe o comunque favorire l’accesso delle auto al centro della città, fatto sta che le “misure” partorite da Palazzo Priori per agevolare il transito e la sosta dei veicoli a motore si sono accavallate in questi mesi, in maniera tale che già oggi ci si può chiedere che senso abbia aver programmato riunioni e concertazione nell’ambito della imminente redazione del Pums, il Piano Urbano della Mobilità Sostenibile, che dovrebbe costruire il processo organizzato e partecipato per gestire e orientare la mobilità urbana di Perugia verso una maggiore sostenibilità”.

Legambiente ci va giù duro: “Improvvisazione è il giudizio gentile che ci viene in mente per descrivere l'operato dell'assessore Casaioli e della giunta - commenta Maurizio Zara, vicepresidente di Legambiente Umbria - l'auspicio è che la Giunta del Comune di Perugia si renda ben presto conto dei suoi errori e si metta a lavorare con serietà e impegno al Piano Urbano della Mobilità Sostenibile di Perugia, ovvero lo strumento adatto a ragionare, ed eventualmente sperimentare, soluzioni e idee veramente utili”.

E a proposito di Pums, "invece di usare questo strumento di pianificazione per programmare le opportune strategie di mobilità sostenibile nel capoluogo umbro, si preferisce fare curiose sperimentazioni che poi non fanno altro smontare e svalutare sul nascere lo stesso Pums oltre che portarci dritti indietro di cinquant’anni, in direzione opposta a quanto realizzato dalle politiche urbane di cui sono sempre più protagoniste tantissime città italiane ed europee”.

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