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Non solo Covid in Umbria. Coletto e Dario: "Fatto squadra per recuperare le prestazioni e tutelare i malati: ecco i dati"

"A differenza della prima ondata quando sono state chiuse quasi tutte attività ambulatoriali, sono state mantenute”

Nonostante la seconda feroce ondata di pandemia con record di ricoversi e contagi, la sanità regionale dell'Umbria è riuscita e sta continuando a portare avanti ambulatori, screening e interventi chirurgici extra-virus e in più entro l'anno saranno state recuperate tutte le prestazione sospese nella prima drammatica fase di coronavirus iniziata nel marzo scorso. A fare il punto sulle attività extra-covid  l’assessore regionale alla Salute, Luca Coletto, il direttore alla Salute, Claudio Dario, i commissari straordinari delle Aziende sanitarie e ospedaliere della regione, Marcello Giannico, Pasquale Chiarelli, Massimo De Fino, Gilberto Gentili.

“A fine primavera inizio estate – ha spiegato Luca Coletto - avevamo realizzato un programma di smaltimento delle liste di attesa che è andato avanti in questi mesi in maniera silente, ma operativa, grazie ad un lavoro comune che ha visto impegnati  i  quattro Commissari  straordinari, il direttore  regionale alla salute e  tutti gli  operatori sanitari. Rispetto alla prima fase dove seguivamo solo ed esclusivamente il covid,  ora nella seconda fase,  abbiamo curato con particolare attenzione l’azione di screening e la specialistica ambulatoriale. I dati assolutamente incoraggianti perché per quanto riguarda ad esempio lo screening, al mese di novembre abbiamo raggiunto il 90 per cento di adesioni. Anche nelle visite specialistiche abbiamo avuto un ottimo recupero ed è rimasto indietro solo il 10 per cento rispetto al  periodo di lockdown”. 

Nella seconda fase – ha sottolineato Dario – non solo non c’è stato un lockdown totale, ma all’interno delle strutture  sanitarie si è lavorato molto sulla  definizione dei percorsi, delle attività ambulatoriali e chirurgiche e si è riusciti a mantenere una quota di attività che ci ha consentito di non spegnere completamente il motore sanitario. Tutta la parte relativa alle vaccinazioni, agli screening,  il  recupero domenicale delle  prestazioni, le attività e chirurgiche ambulatoriali, i day hospital oncologici, oltre al contenimento dell’urgenza. "In questa seconda fase abbiamo mantenuto negli stessi edifici, con grande attenzione sulla  differenziazione dei percorsi attività covid e no covid,  l’assistenza anche agli  altri pazienti”. L'Ospedale di Perugia doveva recuperare qualcosa come 54mila prestazioni e ne sono attualmente rimasti 4200 che saranno smaltite dall'inizio dell'anno. 

Sul fronte delle vaccinazioni sono state programmate numerose sedute aggiuntive per poter recuperare tutte le prestazioni per arrivare ad un completo recupero del cronoprogramma. Le difficoltà su questo versante sono però dettate dalla seconda ondata della pandemia Covid-19, con intere classi o famiglie in isolamento fiduciario per la presenza di contatti con positivi e con la diffidenza di alcune famiglie di accedere al servizio per paura del contagio.

Gli interventi chirurgici in regime di ricovero da giugno, mese in cui è ripresa in pieno l’attività, ad oggi sono stati 3.183 mentre quelli in lista d’attesa, sempre in regime di ricovero, dal primo gennaio 2020 sono 2.801. Con la seconda ondata, tuttavia, sono stati ridotti o sospesi gli interventi chirurgici elettivi e procrastinabili per la necessità di spostare il personale al fine di garantire l’apertura di ulteriori posti letto di rianimazione. Vengono eseguiti solo quelli oncologici o prioritari non procrastinabili e quelli ambulatoriali, che, a loro volta, erano sospesi del tutto durante il lockdown.

 SCHEDA

Azienda ospedaliera Santa Maria della Misericordia di Perugia: Nell’attuale fase epidemica non sono state effettuate riduzioni dell’attività ambulatoriale che prosegue come di consueto, ma con l’adozione di ogni precauzione per evitare assembramenti in sala d’attesa e consentire la sanificazione degli ambienti dopo ogni visita o procedura. La situazione al Pronto Soccorso dell’AOSP rispetto all’attività normalmente registrata mostra, nei periodi dell’epidemia Covid-19, una consistente riduzione del numero di accessi. In totale nel periodo dal 1 marzo al 20 aprile e dall’1 ottobre al 20 novembre, si è passati da 79.006 accessi del 2019, a 10.74 del 2020.

Per quanto riguarda l’area Materno Infantile, oltre a continuare a garantire i normali accessi e precorsi ostetrico-ginecologici (interventi e ambulatoriale), è avvenuta una riorganizzazione legata all’emergenza covid-19. E’ stata allestita una sala parto – sala chirurgica, dedicata al trattamento delle patologie ostetrico-ginecologiche delle donne covid-19 positive, punto di riferimento per il territorio provinciale. Inoltre, è stata attrezzata un’area di degenza dedicata ad accogliere le donne e i pazienti pediatrici positivi (0-16 anni /8 posti letto) a supporto di tutto il dipartimento materno-infantile.

Per quanto concerne l’area chirurgica si è proceduto ad una riduzione progressiva dell’attività legata alle necessità di reperimento di personale sia medico che infermieristico da dedicare alle Unità di Terapia Intensiva. Sono stati sospesi gli interventi chirurgici in classe di priorità C e D, mantenendo l’esecuzione degli interventi in classe A e B, anche grazie agli accordi raggiunti con le Case di Cura del territorio. Conseguentemente i reparti chirurgici si sono accorpati garantendo un numero appropriato di posti letto per tutte le discipline presenti in Azienda: Chirurgia Toracica e Chirurgia Vascolare, Chirurgia Generale e Urologia, Chirurgia Generale e d’Urgenza e Breast Unit.

La Terapia Intensiva Post Operatoria Cardiochirurgica ha incrementato la disponibilità di posti letto da 6 ad 8 per far fronte alle esigenze legate ai pazienti provenienti da Pronto Soccorso e dalle Sale Operatorie.Il diverso approccio alla sorveglianza sanitaria del personale sanitario e non, con l’utilizzo di test antigenici immunocromatografici ripetuti settimanalmente, ha portato alla drastica riduzione delle assenze per malattia legate alla patologia e quarantena Covid-19.

Usl Umbria 1: Dalla fase 3 dell’emergenza Covid-19 sono state riaperte tutte le prestazioni sanitarie che vengono, a tutt’oggi, regolarmente garantite. Da giugno ad oggi sono state erogate 474.000 prestazioni di specialistica ambulatoriale, sia nuove che già prenotate, escluso il laboratorio analisi. In particolare, alla data del 25 novembre quelle recuperate sono state 30.000, pari al 75%. Per garantire il risultato sono state previste anche aperture straordinarie serali e nei giorni festive. Per le branche più critiche, come la diagnostica per immagini, le sedute straordinarie sono state programmate fino al 31 dicembre. 

Per quanto riguarda gli screening, quelli della cervice uterina programmati fino al 31 ottobre sono stati 9.082 mentre risultano da programmare al 31 dicembre 3.868. Per quanto riguarda il colon retto sono state programmate al 31 ottobre 3.528 prestazioni e, sempre alla stessa data, risultano effettuate 6.912 mammografie mentre ne restano da prenotare, entro il 31 dicembre 2020, 8.136. Per quanto riguarda i distretti Alto Chiascio e Assisano, il recupero delle mammografie è previsto per il 31 gennaio 2021.

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