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Martedì, 28 Maggio 2024
Cronaca

Il drone acquatico usato solo tre volte e poi ormeggiato in darsena: nessuna responsabilità per il mancato utilizzo di Galileo

L'imbarcazione avrebbe dovuto monitorare lo stato di salute del Trasimeno: presentato con grande risalto, non ha mai funzionato

Un presunto danno erariale di oltre 200.000 euro per il mancato utilizzo del drone acquatico “Galileo” da parte dell'Arpa Umbria. È quanto ha contestato la Procura contabile a quattro persone, difese dagli avvocati Rossella Ognibene, Alessandra Bircolotti, Anna Mugnano, Emilio Bagianti, Valeriano Tascini, Donato Antonucci e Giuseppe Caforio.

Il drone progettato e realizzato per l'esecuzione di monitoraggi ambientali e per l’acquisizione dei dati scientifici raccolti in ambienti acquatici quali laghi, fiumi, acque chiuse, era un’imbarcazione lunga 6 metri, dotata di due motori elettrici indipendenti, di un radar e di una sonda multiparametrica, in grado di eseguire in tempo reale l’analisi clinica dell'acqua, nonché di raccogliere campioni d'acqua mantenendoli refrigerati. Lo strumento era stato acquistato dall’Arpa nel 2013 e, dopo alcune “missioni” come test, era stato impiegato a livello “operativo”, sostiene la Procura contabile, solamente in tre occasioni e dal 2016 non più utilizzato e poi di fatto messo da parte e quindi trasformato nel 2019. Secondo l’accusa l’Arpa aveva riportato un danno di 209.376,58 euro per i servizi di progettazione, acquisto, custodia ed ammodernamento del drone acquatico denominato USV Galileo. Secondo la Procura contabile i costi di realizzazione, messa in opera e mancato utilizzo, nel tempo, si sarebbero triplicati, “nonostante l’inutilità del prototipo”.

I giudici contabili, però, hanno ritenuto che non c’è stato alcun danno nella gestione dell’affare “drone” e che si può contestare solo una negligenza nel rimessaggio del mezzo “parcheggiato su un carrello ricoperto con telo presso la darsena di Passignano”. E solo per questo è arrivata la condanna al pagamento di 3.600 euro per uno dei citati in giudizio a favore dell’Arpa. Prosciolti tutti gli altri.

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