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Falsi ricoveri, l'indagine che macchia la sanità: rinviati a giudizio in 5

Sono cinque, due medici, due infermieri e un operatore sanitario, ad essere stati rinviati a giudizio oggi, 13 novembre, dal giudice delle Udienze preliminari, Andrea Claudiani

Secondo l’Accusa avrebbero truffato l’Azienda sanitaria manipolando il sistema elettronico con l’intento di non pagare il ticket al Cup e di evitare le lunghe file per effettuare semplici prelievi o prenotare visite specialistice. Questo uno dei motivi che ha spinto il giudice delle udienze preliminari, Andrea Claudiani, a rinviare a giudizio due medici, due infermieri e un operatore sociale dell’ospedale di Pantalla, finiti in mezzo alla maxi indagine portata avanti dai Nas e che ha coinvolto in tutto 575 dipendenti.

Gli imputati, difesi dagli avvocati David Zaganelli, Fernanda Cherubini e Gianluca Calvieri, hanno sempre respinto ogni accusa, fornendo al gip Claudiani una serie di materiale che accerterebbe, a loro avviso, una totale estraneità ai fatti. Infatti, a detta degli avvocati, tutti coloro che si sono sottoposto ai controlli hanno sempre pagato il bollettino che l’Asl avrebbe mandato loro.

Secondo la tesi accusatoria però le cose stanno diversamente. In base alle indagini svolta dai Nas, sembrerebbe che un infermiere si sia perscritto per se stesso delle analisi, esercitando così abusivamente la professione medica.

L’inchiesta – Ad essere interessati dall’indagine sono stati in tutto 19 ospedali e 800 indagati che , secondo l’Accusa avrebbero truffato la sanità pubblica con l’unico intento di avere dei vantaggi non pagando i ticket per le prestazioni sanitarie. Una lunga inchiesta portata avanti dai Nas che ha avuto per protagonisti non solo medici, infermieri e operatori sanitari, ma anche gli stessi parenti, divenendo così un maxi processo, dato che il pubblico ministero Giuseppe Petrazzini ha chiesto il rinvio a giudizio per tutti.

A rendere note le cifre è la Corte dei Conti che ha calcolato un milione e duecentomila euro di danno. E sempre a proposito di conteggi sono 225, invece, i pazienti che avrebbero effettuato le analisi gratis, saltando "a piedi pari" le liste d’attesa, mentre 525 i dipendenti pubblici, tra medici e infermieri, che avrebbero truffato la sanità.

Ma come funzionava il meccanismo? Secondo quanto riferito dai Nas, medici e operatori sanitari facevano risultare falsi ricoveri per amici e parenti. Per gli esami specialistici è necessario che i pazienti vengano, infatti, prima ricoverati e poi sottoposti agli esami. Una volta effettuato il prelievo, le provette, regolarmente contrassegnate, vengono spedite in laboratorio. Infine, ottenuti i risultati, questi vengono nuovamente rispediti al reparto interessato, dove il medico ne prende visione. I Nas appurarono, dopo la lunga indagine, che i medici prescrivevano gli esami a se stessi, amici o parenti, facendo così ottenere prestazioni sanitarie senza dover corrispondere il ticket.

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