Cronaca

Il grande Luca Panichi, esempio per tutti: "Mi lascio sorpassare alle maratone, poi riparto e li batto"

In questi giorni sta girando a Perugia un documentario in varie location urbane. Solo alla fine si vedrà che è paraplegico e che la città del Grifo è casa sua

Luca Panichi, un uomo che è riuscito a convertire una disgrazia e uno svantaggio in un’occasione per dimostrare la propria forza fisica e morale. E per insegnare a tutti noi come uno spirito forte possa rinfrancare il corpo, al punto da conseguire risultati atletici superiori a quelli immaginabili. Anche dai “normali”. Oltre ai record, alle scalate, alla forza di volontà, all’intelligenza, Luca è dotato di un forte senso dell’umorismo e racconta, ad esempio, il comportamento frustrato dei “normali” quando vengono sorpassati da lui durante le varie maratone. “All’inizio – dice – ci restano male. Allora io li lascio ripartire, trionfanti, finché non mi ci rimetto di buzzo buono e li batto!”. Una bella soddisfazione, non c’è che dire. Anche se raccontata con discrezione.

Ieri sera Luca era alla festa della Canaiola di Pretola. “Questo luogo – dice – mi resta nel cuore. Ricordo con piacere quando, nel 1988, riuscii ad arrivare quinto alla corsa che era l’anticamera del professionismo”. Allora Luca stava bene, era un atleta. In questi giorni sta girando a Perugia un documentario in varie location urbane. Solo alla fine si vedrà che è paraplegico e che la città del Grifo è casa sua.

Intanto, ieri sera molti hanno potuto vederlo in piedi, cosa abbastanza inusuale. Ha compiuto uno sforzo particolare, si è fatto una passeggiata col deambulatore per lo stand (tra gli applausi dei presenti) e si è fatto ritrarre con gli addetti di cucina. In particolare, ha scherzato con Luciano Bracarda, addetto alla cottura delle torte al testo, suo vecchio amico e sodale. Gli ha reso omaggio anche Nello Spinelli, ad Minimetro. Luca ama il “dónca” e sa recitare a memoria i versi della “Divina Commedia”, tradotta in perugino-magionese dal suo compaesano Ennio Cricco. Perché a Luca non manca niente. Anzi, di certo ha una marcia in più.

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