Cronaca

Valorizzare il patrimonio dell'Umbria, Leonelli: "Ecco la nuova sfida, bellezza e qualità"

Bellezza e qualità come nuovo modello di sviluppo per l'Umbria. È la sfida che ha rilanciato il Pd con la prima di cinque iniziative tematiche che saranno organizzate nelle prossime settimane e che faranno tappa in varie realtà della regione

Bellezza e qualità come nuovo modello di sviluppo per l'Umbria. È la sfida ambiziosa che il Partito Democratico ha messo in campo il 22 luglio scorso alla Villa del Colle del Cardinale e che oggi, a Paciano, ha rilanciato con la prima di cinque iniziative tematiche che saranno organizzate nelle prossime settimane e che faranno tappa in varie realtà della regione.

"Ci eravamo presi l'impegno di non fare, a luglio, una iniziativa spot, ma di sviluppare il progetto sulla bellezza e la qualità, i talenti dell'Umbria, declinandolo su quattro macrotemi, il paesaggio, la promozione, la riqualificazione, la cultura, a cui si è aggiunto quello sulle periferie". 

"È un percorso ambizioso - ha aggiunto Leonelli - alla fine del quale il Pd si farà promotore di un progetto di legge che possa fare dell'Umbria un laboratorio nazionale e internazionale e della bellezza e della qualità i perni di un nuovo modello di sviluppo economico, sociale e culturale per la regione”.

L'appuntamento di oggi è stato dedicato al Paesaggio, un patrimonio da valorizzare. Nella splendida cornice di Palazzo Baldeschi a Paciano sono stati, dunque, organizzati quattro tavoli tematici di approfondimento su consumo di suolo e nuove forme di sviluppo, sulle opportunità dell'Europa, sul paesaggio come progetto condiviso tra cittadini e amministratori, sulla manutenzione del territorio, animati da Stefania Moccoli, Luca Gatti, Daniela Pimponi, Bernardino Sperandio, che hanno relazionato al termine dei lavori sui contenuti della discussione.

Si è parlato di declassamento dei terreni edificabili, di consumo ma anche di uso del suolo, in particolare di quello agricolo, risorse importantissime per qualità delle coltivazioni e per come queste disegnano il paesaggio, di demolizioni che consentano di riconsegnare aree urbane alla riprogettazione dei quartieri a vantaggio della qualità della vita, di archeologia industriale, di incentivi alle attività economiche che sfruttano in maniera controllata e sostenibile le aree boschive; e ancora di piano per il paesaggio e sostenibilità, di partecipazione alle scelte e di educazione al bello, di limiti della dimensione municipale della programmazione e dello sviluppo, di promozione del paesaggio come progetto sociale, di cultura della manutenzione.

Ha chiuso la mattinata una sessione plenaria. A fare gli onori di casa il sindaco Riccardo Bardelli e la vicesindaco Cinzia Marchesini (che ha illustrato il progetto della banca della memoria del Trasimeno), insieme al segretario Leonelli e a Stefania Moccoli, responsabile del progetto bellezza e qualità della segreteria regionale Pd; ospiti della sessione plenaria l'assessore alla Cultura della Regione Fernanda Cecchini, l'architetto urbanista Alberto Clementi, il sottosegretario ai Beni e le attività culturali e al turismo Ilaria Borletti Buitoni, dalla quale sono arrivate parole di elogio per l'iniziativa, "concreta, puntuale, precisa, che è entrata nel merito e non si è fermata alla teoria", e per la scelta della location, esempio virtuoso di identità dei luoghi, e che porterà il documento di sintesi della discussione all'attenzione dell'osservatorio.

Da Paciano, secondo Borletti Buitoni, arrivano segnali e messaggi importanti, anche di cambiamento nel Paese: "C'è veramente un cambio di passo nelle comunità" e ora "è necessario che ci sia una considerazione maggiore dello sforzo che le amministrazioni locali fanno per la manutenzione del territorio". "Sul paesaggio - ha sottolineato - è necessaria una politica di maggiore collaborazione e la strada che si tende ad adottare si basa su percorso comune con le istituzioni e sulla condivisione con i cittadini".

Tra le priorità: "Rimettere in vita l'osservatorio nazionale sul paesaggio che ha due scopi: quello di confrontarsi con associazioni ambientaliste e quello di coordinare e di incidere sulle grandi politiche sul paesaggio per arrivare a piani omogenei"; "aggiornare i piani paesaggistici", anche in Umbria dove è stato messo in campo un lavoro importante, "che prevedono una progettualità e un percorso comune tra le istituzioni". "Riconoscere nella qualità e nella bellezza la chiave di volta di un nuovo paradigma per lo sviluppo, una sfida difficile ma possibile" secondo il professor Clementi. "È un progetto di mobilitazione sociale  - per Clementi - e un tema su cui dobbiamo davvero impegnarci". "Contenta che il Pd dedichi spazio e tempo al confronto con le comunità" si è detta Fernanda Cecchini, che ha sottolineato come il paesaggio, che non va solo conservato, racconti la storia del nostro territorio. "Un elemento di cui si è tenuto conto - ha spiegato - per l'aggiornamento delle leggi urbanistiche e per la definizione del piano paesaggistico", tra gli impegni della Regione sul tema.

Parallelamente "in tutti i territori dell'Umbria stanno venendo avanti progettualità interessanti e innovative" segno di una vitalità importante. "Oggi è emersa chiaramente una coscienza collettiva - ha concluso Leonelli - per cui il paesaggio va valorizzato oltre che conservato, non è un museo ma uno spazio di vita". Ora "alcune questioni vanno indirizzate attraverso una programmazione stringente" consapevoli che non mancano le criticità, legate ad esempio alle politiche sul consumo di suolo, che richiedono un'attenzione alta e costante.  

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