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Vuole regolarizzare la badante irregolare, ma gli ispettori del lavoro non la trovano mai a casa

Istanza respinta e condanna al pagamento delle spese processuali davanti al Tribunale amministrativo regionale dell'Umbria

Presenta la domanda di emersione dal lavoro irregolare per la badante cinese, ma quando gli ispettori vanno a casa per controllare che lavori veramente lì, non sa dire dove sia. Domanda respinta e condanna a pagare le spese processuali del ricorso contro il rigetto dell’istanza.

L’uomo ha citato davanti al Tribunale amministrativo regionale dell’Umbria la Prefettura di Perugia, chiedendo l’annullamento degli atti con i quali era stata rigettata la richiesta di emersione dal lavoro irregolare di assistenza alla persona di una cittadina cinese che avrebbe lavorato per lui. Nella richiesta c’era anche quella della sospensione dell'esecuzione del provvedimento impugnato.

I giudici amministrativi, sulla base dei documenti depositati, hanno ritenuto di non accogliere la richiesta perché “il ricorrente non ha saputo fornire valide giustificazioni in ordine al fatto che la lavoratrice domestica dal medesimo assunta non è stata trovata dagli ispettori del lavoro presso il domicilio indicato quale località di impiego”.

Respinta la domanda e condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali, liquidata in 1.500 euro.

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