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Muore dopo essere stato dimesso, incidente probatorio non scagiona i medici

Una storia che ha molti lati oscuri e che si sperava di chiarire, almeno in parte, con l'incidente probatorio richiesto dal gip Andrea Claudiani. L'uomo era stato trasportato al Santa Maria della Misericordia di Perugia dopo essere stato travolto da una vettura

Potrebbe trattarsi dell’ennesimo caso di malasanità. Potrebbe, appunto, perché su questa vicenda dai molti lati oscuri ancora non si è fatta luce. Unica certezza è che a perdere la vita, in questa drammatica storia, è stato un uomo. Oggi, 11 novembre, si è però tornati in aula per l'incidente probatorio e comprendere se vi siano reali responsabilità da parte dei due medici del Santa Maria della Misericordia che, secondo l’Accusa, avrebbe cagionato per negligenza la morte di un paziente, rimandandolo a casa solo dopo poco tempo che si era presentato al Pronto Soccorso, a causa di un incidente stradale.

Il giudice delle udienze preliminari, Andrea Claudiani, ha ascoltato il tecnico che ha effettuato la perizia e cercato di comporre un quadro completo dell’intera vicenda. In aula, da come si apprende, non è stata esclusa la totale responsabilità dei due dottori, se pur tutta da verificare. La morte dell’uomo era, infatti, avvenuta a causa della perforazione di un polmone, a seguito della frattura delle costole che non era stata però riscontrata dai medici durante la visita. Questo uno degli elementi che farebbe propendere per un rinvio a giudizio, dato che non è possibile escludere con certezza la responsabilità de due dottori sulla morte dell’uomo. Vero è che la fratture delle costole non si accusa immediatamente, da qui la necessità di ascoltare i testimoni che potranno in ogni caso scagionare, semmai, i medici.

La storia – Era bordo della sua auto, quando viene travolto da un’altra vettura. L’impatto non gli è fatale, ma l’uomo, residente nel capoluogo umbro, viene trasportato d’urgenza al Santa Maria della Misericordia di Perugia dal personale del 118. Scattano le visite e i medici di turno lo rimandano immediatamente a casa, nonostante ricontrasse problemi respiratori. Una volta nella sua abitazione, dopo sole quattro ore, viene trovato morto. A finire in mezzo alla burrascosa vicenda due medici del Pronto Soccorso che dovranno adesso dimostrare di non essere i responsabili del decesso del paziente. A loro discolpa va comunque il fatto che l’uomo pare già soffrisse di una patologia che gli causava già da tempo problemi respiratori. Patologia che potrebbe scagionare i medici da ogni accusa.

Eseguita l’autopsia, pochi giorno dopo l’incidente, avvenuto nel 2013, venne comunque accertato che il decesso era sopravvenuto a seguito della perforazione di un polmone. Il prossimo 23 ottobre si terrà l’incidente probatorio, come richiesto dal Gip Andrea Claudiani, con la speranza di riuscire a fare luce sull’intera vicenda.

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