Il progetto visionario di Mauro Monella per riqualificare il Borgo d'Oro

L’operazione è stata immaginata per la piazzetta che sovrasta via del Fagiano, un tempo sede originaria delle Officine di Aldo Piccini, quando le fabbriche stavano in città

Da via Benedetta, traversa di corso Garibaldi, uno splendido belvedere aperto sull’acropoli. Lo ha immaginato, e progettato, l’architetto urbanista Mauro Monella che del Borgo d’Oro è storico e residente. Recupero, valorizzazione, rifunzionalizzazione di luoghi cittadini che hanno smarrito il loro originario appeal. O, in qualche caso, sono soggetti a intollerabile degrado. Questo il contesto concettuale in cui s’inserisce il progetto. L’operazione è stata immaginata per la piazzetta che sovrasta via del Fagiano, un tempo sede originaria delle Officine di Aldo Piccini, quando le fabbriche stavano in città.

Monella propone un recupero così articolato. Sulla piazzetta, protetto da una balconata in ferro, un belvedere che si apre sulla Conca e sul centro storico. Poi, realizzare un’area di gioco per bambini, con un divertimento riesumato dai recessi della memoria: il gioco della “campana” col suo bel sassetto e gli zompetti regolari senza calpestare la riga. Altrimenti si torna indietro e si salta un turno. La piazza – secondo Monella – andrebbe pavimentata in mattoni, nello stile e coi materiali congrui al contesto, del tipo della vicina chiesa delle monache silvestrine di San Benedetto Nuovo, col suo campaniletto e con le colonne fittili nel porticato.

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Per le mamme e i nonni, una corona di panchine e sedili a disposizione radiale. Un palo in stile con illuminazione a doppio riflettore, una fontanella, una statua marziale, ma confidenziale, di Etrusco in bronzo. Il tutto nel quadro di un percorso da incentivare: quello degli antichi condotti che adducevano acqua da Monte Pacciano alla Fontana Maggiore. Un percorso che sbocca in via Fabretti, poi per le scalette di via Appia e infine nell’acropoli. Un bel progetto, un sogno, non c’è che dire.

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