Cronaca

Guerra Russia-Ucraina, la Caritas e accoglienza profughi: "Tantissimi perugini hanno messo a disposizione case. Nostre strutture pronte"

Collaudato ‘Progetto diocesano per l’accoglienza di richiedenti protezione internazionale’, che si occuperà di ospitare gli ucraini segnalati dalla Prefettura di Perugia”.

"Non siamo ancora al collasso con l’accoglienza di profughi provenienti dall’Ucraina messa a durissima prova dalla guerra. Quanti sono già arrivati vengono ospitati da familiari e amici residenti da tempo in Umbria”. A precisarlo è il direttore della Caritas diocesana di Perugia-Città della Pieve don Marco Briziarelli, che opera in stretto contatto con la comunità ucraina di rito greco-cattolico di Perugia, guidata dal cappellano don Basilio Hushuvatyy, e con le Istituzioni civili locali preposte in materia.

“Stiamo assistendo a una vera e propria gara di solidarietà e condivisione umana e cristiana non solo messa subito in atto dalla comunità ucraina presente nella nostra regione (conta circa 5mila persone, n.d.r.) – commenta il direttore della Caritas –, ma dalle nostre famiglie perugine. Nelle ultime 24 ore, dopo le interviste rilasciate ai media locali, ho ricevuto venti telefonate di persone disposte a mettere a disposizione parzialmente o totalmente propri alloggi per accogliere quanti fuggono dall’Ucraina. Un gesto che ci conforta molto e ci dà speranza per affrontare, Dio non voglia, un esodo ancora più biblico da questo Paese amico che sta vivendo un vero e proprio martirio".

L’accoglienza messa in campo dalla Chiesa diocesana di Perugia-Città della Pieve, spiega sempre don Marco Briziarelli, “è duplice. Una è affidata alla nostra Caritas, presso alcune delle sue strutture di ospitalità, già ‘collaudate’ durante l’emergenza acuta della pandemia, e negli alloggi messi a disposizione da perugini, che possono accogliere nel medio periodo alcune decine di nuclei familiari (sono soprattutto donne e minori). L’altra è gestita dall’altrettanto collaudato ‘Progetto diocesano per l’accoglienza di richiedenti protezione internazionale’, che si occuperà di ospitare gli ucraini segnalati dalla Prefettura di Perugia”.

“Il ‘Progetto diocesano per l’accoglienza di richiedenti protezione internazionale’ – spiega il responsabile, don Riccardo Pascolini – è affidato alla società cooperativa ‘Unitatis Redintegratio’, da sessant’anni impegnata in attività di ospitalità di persone estere in gravi difficoltà. Questa realtà si è impegnata, qualora l’emergenza lo richiedesse, a dare ospitalità ad almeno 40 profughi ucraini. Attualmente sta accogliendo cento persone di nazionalità prevalentemente africana e asiatica”.

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